Carissimo Fabio. So bene che l’incipit di una lettera inviata al Direttore di una testata giornalistica dovrebbe essere più formale, ma, dal momento che siamo amici e ci conosciamo da una trentina d’anni - e solo per qualche anno di differenza siamo stati solo “compagni di scuola” e non anche “compagni di classe” - mi permetto di essere meno formale. Ti scrivo perché, nell’ultimo periodo, sono fortemente in difficoltà e mi piacerebbe che Tu, con la consueta e nota capacità di spiegare e raccontare gli eventi, mi aiutassi a capire.

Tra poco più di due mesi, la nostra nuova, grande, città sarà chiamata ad esprimersi per eleggere i propri rappresentanti. La sensazione che avverto è che, attorno a questo evento epocale per la nostra comunità, non vi sia la giusta consapevolezza da parte dei coriglianesi rossanesi. Parlando con tanti nostri concittadini - soprattutto delle periferie, che ho la fortuna e il privilegio di frequentare - non ho potuto fare a meno di notare una quasi assoluta disinformazione intorno a quello che sta per accadere. Sì, per carità, ne parlano, ma lo fanno come se parlassero del campionato di calcio. C’è qualche tifoso, c’è qualcuno che si dichiara disinteressato (ahimè c’è ancora chi si disinteressa del proprio futuro) e c’è chi, infine, ammette candidamente di non conoscere i candidati o di confonderli.

 

Flavio Stasi

 

Per qualcuno, Stasi è “quello della Forestale” e, per qualcun altro, Promenzio “prima militava con il centrodestra”. Con questo non voglio insinuare che i neo-candidati siano personaggi politici sconosciuti alla maggioranza dei cittadini. Intendo solo dire che, per una parte dell’elettorato, l’uno vale l’altro e che, come sempre, la differenza la faranno i rapporti (di fiducia o clientelari) con i candidati alla carica di consigliere. Per dirla con Camilleri, “mi sono fatto persuaso” che questa confusione non derivi tanto dal fatto che l’ingegnere Stasi e il dottore Graziano siano ex-rossanesi mentre il dottore Promenzio sia ex-coriglianese.

 

Giuseppe Graziano

 

A mio modo di vedere, il vero problema sta nei contenuti. Ti dico subito che sto seguendo, con estrema attenzione, tutte le uscite pubbliche, in video e su carta stampata, dei candidati e noto una certa “omogeneità di intenti”. Mi spiego meglio. Parlano tutti della necessità di una città più vivibile, di mettere un freno all’eccessivo consumo di territorio, di tematiche ambientali, del bisogno di riordinare la macchina comunale, del porto, dell’Enel, della pace nel mondo e di quanto sia meglio stare bene piuttosto che stare male. Nessuno, però, scende nel dettaglio di come intende realizzare ciò che considera ormai “indifferibile e inevitabile”. Non ho sentito nessuno dei candidati proporre una soluzione alla questione Insiti, tanto per fare un esempio, né ho sentito qualcuno dei candidati parlare di una soluzione per l’Enel. Ci dicono che l’area Enel è da bonificare e recuperare ma non ci dicono come vorrebbero farlo. Se, per esempio, il candidato Tizio dicesse che, stanti le difficoltà di recuperare l’area Insiti - che dovrebbe essere quella legislativamente deputata ad ospitare la nuova cittadella comunale - il nuovo municipio potrebbe sorgere dove ora c’è l’Enel, avremmo un argomento su cui discutere. Se, ancora, il candidato Caio, che sostiene che debba essere realizzata una nuova rete fognaria, ci dicesse come intendere risolvere il problema delle migliaia di unità immobiliari abusive che si sono allacciate alla rete fognaria esistente portandola al collasso, avremmo qualcosa di cui parlare. Quello che segue, carissimo Fabio, lungi dall’essere una critica nei confronti Tuoi e dei Tuoi colleghi (perché è solo grazie a Voi se, in questi anni, abbiamo imparato a conoscere davvero la città nella quale viviamo), vuole essere una vera e propria richiesta di aiuto. Dal momento che i nostri illustri candidati non entrano nel dettaglio dei loro programmi elettorali ma lanciano solo degli slogan che, alla fine, sembrano quasi tutti uguali, provate a incalzarli un po’ di più. Entrate nel merito delle risposte che danno e, se possibile, siate un po’ meno generici nel formulare le domande. Se fosse possibile, invece di chiedergli quali siano i punti essenziali dei loro programmi, provate a domandargli come intendono affrontare e risolvere il problema dell’abusivismo edilizio che ha trasformato il territorio di quasi tutte le periferie. Stante l’impossibilità di demolire centinaia di edifici urbanisticamente irregolari (perché all'interno vi abitano migliaia di cittadini), provate a chiedergli come intendano affrontare e, possibilmente, risolvere il problema. Perché venirci a dire che c’è stato un consumo eccessivo di territorio e che occorre una nuova rete fognaria, senza poi dirci come si intende affrontare e risolvere l’abusivismo, che quei problemi ha contribuito a causare, non ha senso. 

 

Gino Promenzio

 

Noi cittadini non abbiamo la possibilità di avere un confronto diretto e pubblico con i candidati e, quindi, dobbiamo chiedere a Voi giornalisti di fare, al posto nostro, le domande. Probabilmente, Tu e i Tuoi colleghi le risposte a queste domande le conoscete già e, forse, le conoscono anche i candidati alla carica di sindaco, ma molti cittadini, me per primo, non le conoscono e hanno bisogno di conoscerle. Per fartela breve, prima di decidere per chi votare, vorrei sapere come i singoli candidati intendano affrontare i problemi dell’abusivismo, degli usi civici, dei cantieri avviati e non ultimati (penso, tra gli altri, all’area ex consorzio agrario di Cantinella e alla scuola elementare di San Nico), delle concessioni edilizie in sanatoria sospese per impossibilità di avere svincoli paesaggistici o per difformità nel calcolo degli oneri da versare al Comune; vorrei sapere, nel dettaglio, cosa intenda fare, il prossimo sindaco, per aiutare gli agrumicoltori a non vivere un’altra stagione produttiva come quella appena trascorsa; vorrei sapere cosa ne pensa dei datori di lavoro che sfruttano e sottopagano i propri dipendenti e se di questa circostanza ha tenuto e terrà conto nella stesura delle liste che lo sostengono; vorrei sapere come intenda affrontare il problema della diversità di rendite catastali tra Corigliano e Rossano (a parità di categoria catastale e zona censuaria, Rossano ha rendite catastali molto inferiori a quelle di Corigliano), circostanza che genera una disparità di trattamento ai fini Imu. Insomma, carissimo Fabio, pur rendendomi conto di chiederTi più di quanto sia lecito e giusto chiedere, non vedendo altre soluzioni per porre rimedio a questa campagna elettorale atipica e anonima, che mal si concilia con quella che, senza dubbio, è la più importante tornata elettorale comunale degli ultimi cento anni, invito Te e i Tuoi colleghi a diventare la nostra voce, i nostri occhi e le nostre orecchie, da oggi al giorno delle elezioni. Sono certo che sia indispensabile. Con stima e cordialità.