Stampa
Categoria: Notizie
Visite: 1888

La “prima volta” d’un corriere albanese: condannato dopo avere chiesto scusa allo Stato italiano

 

Lo scorso 21 gennaio era stato fermato ed arrestato dai baschi verdi della guardia di finanza lungo la Strada statale 106 jonica nei pressi del castello di Roseto Capo Spulico alla guida d’un camioncino, nel cui sottofondo del cassone apparentemente vuoto gli uomini in divisa avevano rinvenuto oltre un quintale e mezzo di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Stamane in un’aula del Tribunale di Castrovillari (foto) s’è tenuto il processo nei suoi confronti

celebrato su sua richiesta col rito abbreviato su consiglio del proprio legale, l’avvocato Francesco Paolo Oranges, il quale l’ha difeso dall’accusa di traffico di sostanza stupefacente dinanzi al collegio penale presieduto dal giudice Guglielmo Labonia (a latere Chiara Miraglia ed Antonella Mastroianni).

 

Il pubblico ministero Mauron Gallone ha sollecitato la condanna dell’uomo, Marlen Gutici, 33 anni, incensurato di nazionalità albanese ed originario di Durazzo, con la contestuale applicazione della pena a 3 anni e 4 mesi di reclusione e 14 mila euro di multa. I giudici l’hanno invece condannato a 2 anni di reclusione (pena sospesa) e 3 mila euro di multaIl 33enne albanese, dal 21 gennaio in carcere a Castrovillari, stamane dopo il processo è tornato in libertà. 

 

Nel corso dell’udienza dibattimentale, prima della lettura del verdetto a seguito d’una camera di consiglio durata poco più di venti minuti, il giovane corriere albanese ha formulato le proprie scuse allo Stato italiano, spiegando che in Albania, un suo amico, conoscendo le sue disperate condizioni economiche, gli aveva proposto d’effettuare il viaggio in Italia dal porto di Durazzo a quello di Brindisi ove avrebbe trovato quel camioncino che avrebbe dovuto condurre dalla Puglia fino in Calabria. E che per questo “servizio” avrebbe guadagnato 3 mila euro.

LEGGI ANCHE

Sibaritide | Un quintale e mezzo di marijuana: maxisequestro senza precedenti