Blitz “mirato” dei carabinieri durante la mattinata di ieri in una villetta di Schiavonea, a Corigliano Rossano. I militari della Sezione operativa e radiomobile della Compagnia coriglianese, diretti dal maresciallo Serafino Madeo, hanno fatto irruzione nell’abitazione d’un giovane del luogo, volto già noto negli ambienti investigativi locali.

Nel corso della perquisizione domiciliare è stato scoperto l’allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica esterna e sequestrato un piccolo quantitativo di sostanza stupefacente del tipo marijuana oltre ad alcuni arnesi, utili, secondo gli stessi investigatori, a confezionare la droga in dosi ai fini dello spaccio. Il tutto era stato abilmente occultato all’interno d’un mobiletto nel bagno della villetta e nell’abitacolo della sua auto, anch’essa finita nel mirino dei detective. Ed è perciò finito in manette, tanto per il furto d’energia elettrica quanto per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio. Si tratta del 38enne Antonio Sammarro. Condotto in caserma ed informato dei fatti il sostituto di turno presso la Procura di Castrovillari, il magistrato inquirente ne ha convalidato l’arresto disponendone però la remissione in libertà in attesa del processo per direttissima.

 

Altro arresto è stato effettuato in contrada Fabrizio, sempre da parte dei carabinieri coriglianesi: a finire dietro le sbarre è toccato al 34enne Giuseppe Sammarro, condannato definitivamente a due anni e mezzo di reclusione per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nell’ambito dell’operazione “Cerbero”, che nel 2007 sgominò una banda italo-rumeno-albanese dedita allo sfruttamento della prostituzione di giovani donne dell’Est Europa “piazzate” dalla stessa banda lungo le principali arterie dell’Alto Jonio sibarita. Per Sammarro si sono perciò aperte le porte della casa circondariale di Castrovillari ove gli uomini dell’Arma l’hanno condotto dopo avergli notificato il provvedimento di carcerazione emesso da parte dell’autorità giudiziaria.