Le (tragi)comiche: una funzionaria anch’essa indagata accompagna Antonella Bianco nei suoi nuovi uffici, mentre il Comando di polizia municipale langue nella carenza d’organico

 

Nei suoi confronti già ieri mattina vi sarebbe stato il (naturale e logico) provvedimento di trasferimento dall’Avvocatura comunale al Comando di polizia municipale, dopo la diffusione della notizia di AltrePagine - e solo e soltanto dopo quella, perché in Comune già erano stati formalmente informati da parte della Procura di Castrovillari - relativa al processo a suo carico per il reato d’esercizio abusivo della professione di avvocato. Parliamo della vigilessa Antonella Bianco, 45 anni, finita al centro dell’ultimo scandalo di Palazzo Garopoli, la sede municipale della città di Corigliano Rossano.

Il giorno dopo - vale a dire l’altro ieri - la vigilessa è stata vista piuttosto abbacchiata nei suoi oramai “ex” uffici dell’Avvocatura, ieri mattina sembrerebbe invece fosse assente. Ma v’avrebbe fatto capolino pare durante il pomeriggio, con ogni ragionevole probabilità perché raggiunta da notizie tutt’altro che rassicuranti e del tutto scontate sul proprio imminente trasferimento alla sua naturale postazione, quella del Corpo di polizia municipale. E invece le cose non sono andate proprio così, e ciò fa chiaramente ipotizzare “pressioni” ed “argomentazioni”, da parte sua o d’altri, finalizzate a scongiurare quel trasferimento. Che è “sfumato”. Proprio così: la vigilessa Antonella Bianco non tornerà a fare la vigilessa. Non come da suo contratto di lavoro col Comune di Corigliano Rossano. E ancora no: non resterà all’Avvocatura con un processo penale in corso e sul groppone, in cui l’accusa incarnata dal pubblico ministero Flavio Serracchiani le punta contro l’indice proprio perché lei l’avvocato non lo poteva fare, semplicemente perché lei avvocato non lo è a dispetto della sua laurea in Legge e dell’abilitazione alla professione forense conseguita prima che la stessa vincesse il concorso pubblico, bandito dall’ex Comune di Corigliano Calabro nei primi anni Duemila, per l’assunzione di diverse unità di vigili urbani. 

 

Il comandante dei vigili, maggiore Arturo Levato

 

Al Comando di polizia municipale non andrà pare per delle presunte “incompatibilità ambientali” riconducibili a sue vicissitudini non molto datate. Ciò avrebbe fatto rimanere con un palmo di naso il maggiore Arturo Levato, il comandante dei vigili oramai ridotto quasi al rango d’un generale senza esercito a causa della forte carenza d’organico all’interno del Comando, soprattutto in relazione ai vigili che prestano servizio sulle strade del vastissimo territorio di Corigliano Rossano e quindi all’esterno degli uffici del Comando stesso. La presenza della vigilessa Bianco, infatti, anche negli stessi uffici della polizia municipale, avrebbe consentito d’avere un’unità in più all’esterno. Ma tant’è.

 

Già, perché da stamane, attraverso un apposito ordine di servizio, la vigilessa Bianco è stata destinata agli uffici del Settore urbanistico comunale. E a farle strada proprio stamane tra quei corridoi e quelle scrivanie sarebbe toccato ad una funzionaria di quegli stessi uffici - ironia del caso - anch’essa indagata nell’ambito di un’altra inchiesta della Procura di Castrovillari che ha puntato i riflettori sulla conduzione amministrativa del Comune rubricando nei confronti di numerosi funzionari gravi ipotesi di reato. Le comiche comunali: anzi, le tragicomiche…

 

Come potrà essere utile al Comune una vigilessa tra planimetrie geometriche, volumetrie, coefficienti, destinazioni d’uso urbanistiche e sopralluoghi vari, non è ancora dato di sapersi. Ad ogni modo la sua situazione non è dissimile da quelle d’altri impiegati e funzionari comunali, con una macchina burocratico-amministrativa cronicamente male impiegata a causa anche e soprattutto d’un diffuso e generalizzato “sistema d’imbosco e protezione” che, con la compiacenza interessata della politica e dei sindacati, continua a godere d’ogni genere di “pezze d’appoggio” formali, anche le più fantasiose, e che fa prosperare quello stesso sistema proprio mentre la macchina amministrativa al servizio dei cittadini di Corigliano Rossano arranca dappertutto...

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