Antonella Bianco, 45 anni, da tempo trasferita all’Avvocatura comunale

 

Un nuovo scandalo - l’ennesimo - travolge il nuovo Comune di Corigliano Rossano, la terza città della Calabria nata dalla fusione delle due ex municipalità di Corigliano Calabro e di Rossano. Il fatto, stavolta, è da ascriversi alla malagestione politico-amministrativa degli ultimi anni in quel di Palazzo Garopoli, l’ex sede municipale coriglianese ed attuale sede legale del nuovo Comune. Dove, almeno in merito alla vicenda che vi raccontiamo oggi, di “legale” sembrerebbe esservi davvero ben poco, anzi proprio nulla. Lo scrive il sostituto procuratore di Castrovillari Flavio Serracchiani.

Il pubblico ministero, infatti, nell’esercizio obbligatorio dell’azione penale che gli è conferita proprio dalla legge, ha mandato a processo un’agente di polizia municipale della città, Antonella Bianco, di 45 anni, per il preteso reato d’esercizio abusivo continuato della professione di avvocato. Il magistrato inquirente ha emesso il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti della vigilessa, la quale ora dovrà difendersi in dibattimento «perché, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, nel giudizio civile n. 1530/2016 RGAC dinanzi al Giudice di Pace di Rossano, nel corso delle udienze del 19.01.2017 e del 10.02.2017, senza essere abilitata alla professione forense e senza la qualifica soggettiva richiesta dall’art. 6 del D.lgs 150/2011 - invero ella rivestendo, all’interno del Corpo della Polizia Municipale del Comune di Corigliano Calabro il ruolo di “impiegato comunale, cat. C agente di Polizia Municipale/istruttore amm.vo) e non quello di “funzionario” - assumeva il patrocinio delle parti convenute nel suddetto procedimento, Comune di Corigliano Calabro e Soget Spa - peraltro in conflitto di interessi essendo esse portatrici di interessi contrapposti - così abusivamente esercitando la professione di avvocato per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato».

 

Antonella Bianco, benché laureata in giurisprudenza ed abilitata all’esercizio della professione d’avvocato - ma non iscritta all’albo forense - ha un rapporto di lavoro col Comune di Corigliano Rossano nella sua qualità d’agente di polizia municipale, scaturito dall’aggiudicazione del posto a seguito d’un apposito concorso pubblico tenutosi nei primi anni Duemila. A causa di talune non molto datate vicissitudini personali nonché all’interno del Corpo di polizia municipale, l’ex amministrazione comunale dell’ex sindaco Giuseppe Geraci l’aveva trasferita dal Comando dei vigili ed assegnata all’Avvocatura comunale, ora come allora diretta da Antonio Longo (nella foto in basso), responsabile dell’importante e delicato settore amministrativo dell’ente pubblico. 

 

 

Numerosissimi sarebbero i procedimenti civili che lo stesso responsabile dell’Avvocatura comunale in questi ultimi anni avrebbe affidato ad Antonella Bianco, soprattutto in qualità di suo sostituto processuale nei giudizi in cui il Comune di Corigliano Rossano era, oppure è tuttora, costituito proprio con lo stesso avvocato Longo. E ciò al netto del singolo procedimento e delle due relative udienze che sono richiamate nell’atto d’accusa nei confronti di Antonella Bianco redatto dall’ufficio di Procura di Castrovillari.

 

Roba che scotta, a ben vedere. Già, perché questo scandalo giudiziario potrebbe avere - chissà - serie ripercussioni su procedimenti giudiziari già definiti a favore del Comune, alla faccia dei principi costituzionali del buon andamento e dell’economicità nella pubblica amministrazione. E alla faccia, pure, della cronica e certificata carenza d’organico nel Corpo di polizia municipale cittadino cui la vigilessa Antonella Bianco era stata assegnata dopo avere partecipato e vinto, al tempo, quell’apposito concorso pubblico...