Sembra essersi ristretto - forse addirittura già chiuso - il cerchio investigativo sull’omicidio del 26enne Antonio Barbieri, il piccolo pregiudicato rossanese sparato da qualcuno con due colpi di pistola calibro 7,65 mentre a bordo della sua Mercedes si trovava parcheggiato a lato d’un marciapiede di Via Bruno Buozzi, nella semicentrale contrada rossanese di Petra a Corigliano Rossano, sabato sera scorso intorno alle 20. Barbieri, rimasto gravemente ferito al posto di guida della berlina, era stato notato, soccorso e trasportato nell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza già in coma, e lì è morto durante la mattinata di ieri.

Le indagini sono condotte dai poliziotti del locale Commissariato e coordinate dal sostituto procuratore di Castrovillari Giovanni Tedeschi. Gl’inquirenti conoscono già il nome del presunto assassino ed il possibile movente dell’omicidio. Che nulla avrebbe a che fare con ipotetici “regolamenti di conti” di stampo delinquenziale comune o organizzato, ma con vicissitudini di natura privata del 26enne ammazzato (nella foto in basso) che l’avrebbero contrapposto al proprio supposto carnefice, quasi suo perfetto coetaneo. E suo concittadino: della parte coriglianese della nuova grande città. Una faccenda di morte scaturita da una questione di natura passionale. In un contesto sociale di natura criminale. Che avrebbe armato la mano del feritore a morte, il quale ha oltrepassato l’oramai inesistente confine del torrente Cino per affrontare il proprio rivale e proprio con l’intenzione finale di sbarazzarsene, sparandogli in testa.

 

 

Il killer di Barbieri, secondo quanto trapela dalle maglie investigative, sarebbe proprio quel noto pregiudicato coriglianese al cui cospetto e col sospetto presso la sua stessa abitazione hanno bussato a distanza di poche ore dall’agguato mortale, domenica, gli stessi detective della Polizia per prelevarlo, condurlo in Commissariato e lì sottoporlo all’esame dello “Stub” al fine di verificare se avesse tracce di polvere da sparo sul corpo.

 

Il coriglianese adesso formalmente indagato dell’omicidio Barbieri, è da tempo sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione e firma presso la locale Stazione dei carabinieri, perché figura tra gl’imputati d’un processo per associazione a delinquere e svariati altri reati tuttora in corso davanti ai giudici del Tribunale di Castrovillari. “Stub”, perquisizione domiciliare, sequestro dello smartphone coi dati in memoria e con ogni probabilità già incrociati con quelli contenuti nell’apparecchio telefonico appartenuto alla vittima e rimasto nel vassoio della Mercedes sottostante la leva del cambio, altri effetti personali sequestrati, ulteriori indizi. Insomma, gl’investigatori della Polizia con ogni probabilità hanno già in mano quanto basta e forse avanza. Elementi probatori utili ad un’incriminazione d’omicidio che sarebbero già sul tavolo del magistrato titolare dell’inchiesta…

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