«Gentile Direttore, ho letto l’appello su AltrePagine rivolto a diversi nomi e soggetti gravitanti in quella che una volta era l’area di centrosinistra, oggi dissoltasi e credo difficilmente percorribile. Premesso che per essere dirigenti bisogna avere qualcuno da dirigere dietro, leggo nomi che fanno sorridere e che non avrebbero i numeri neanche in una riunione condominiale. La questione posta è senza dubbio interessante, ma forse troppo ottimistica. Se è vero, come sento ripetere da tempo, che con il Comune unico una nuova classe politica sorgerà spavalda a guidare le sorti del territorio, allora i nomi citati nell’appello non dovrebbero essere lì.

Se ci sono, vuol dire che i Nostradamus de noantri non ci hanno azzeccato in pieno. E se Atene piange Sparta non ride, a guardare i nomi del campo opposto di centrodestra. Dunque, messa da parte la questione nuova classe dirigente, si pone il leniniano quesito “Che fare?”.

 

Certo non sfuggirà neanche al lettore più disattento quanto cozzino fra di loro molti di quei nominativi. E anche il lettore meno attento capirà quanto sia inopportuno, per alcuni di quei nomi, entrare in un’area di centrosinistra così. Alcuni di questi soggetti si sono addirittura querelati fra di loro. E prendendo in mano la cronaca politica, magari partendo dalla campagna elettorale del 2016, è facile notare l’incompatibilità fra di loro. Dunque, siamo sicuri che unendo solo dei nomi in un progetto che parte già diviso si ottenga qualcosa di buono? Siamo sicuri che le primarie, in territori come il nostro, siano libere e permettano di vincere con merito? Siamo sicuri che le molte primedonne citate nell’appello acconsentano a farsi da parte in caso di sconfitta e a sostenere il vincitore? A mio modesto ed inutile parere, la risposta a tutte queste domande è “No”.

 

Credo che le uniche primarie possibili siano il farsi da parte, quando non si ha più niente da fare o da dire, quando si sia stati bocciati dall’elettorato e dall’opinione pubblica, quando ci si trovi nelle condizioni di essere generali senza truppe, quando…quando è fatta ora di levarsi di torno, diciamo. E supportare magari un progetto che possa essere vincente anche da dietro le quinte. Che sul palco non bisogna starci per forza». Lettera firmata

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Se il sacrestano di Corigliano Rossano si… generalizzasse… vi generalizzereste voi?

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