Il 26 maggio la più che probabile data per le prime elezioni comunali della nuova città

 

Non manca assai per poter dire “i giochi sono fatti” a Corigliano Rossano nell’ottica elettorale proiettata alle prime comunali della nuova città nata dalle antiche glorie, o dalle attuali ceneri, delle due ex singole municipalità di Corigliano Calabro e Rossano. Pare si possa andare al voto il prossimo 26 maggio, forse assieme alle elezioni Europee, ed alcune candidature a sindaco appaiono oramai certe, benché i diretti interessati non abbiano ancora ufficializzato l’intenzione di volersi, appunto, candidare per guidare la fase di “costruzione politica” vera e propria della nuova entità territoriale ed al contempo d’amministrarla dopo l’attuale governo transitorio retto dal commissario prefettizio Domenico Bagnato e dai suoi sub-commissari. Facciamo quindi nomi e cognomi. Cominciando però dai soprannomi: il “generale” Giuseppe Graziano (foto)

ha il “Coraggio” (“di cambiare l’Italia” nientepocodimenochè) e con ogni probabilità non solo e soltanto il sedicente movimento civico da lui stesso creato a sua immagine e somiglianza dopo avere svernato tra i banchi del Consiglio regionale della Calabria con in mano la bandiera di Forza Italia fino all’oramai celebre sua “cacciata” da parte dell’attuale consigliere italoforzuto e neo commissario provinciale dei berluscones Gianluca Gallo.

 

Già, ma chi altri sta già o starà col “generalissimo” nativo di Longobucco, rossanese d’adozione, saltimbanco e “salta il banco” della politica ed oggi aspirante primo cittadino di Corigliano Rossano in forza dell’incontrovertibile fatto d’avere presentato lui in Consiglio regionale la legge istitutiva della nuova città? Le indiscrezioni più evidenti oltre che insistenti danno con Graziano il Comitato delle cosiddette 100 associazioni che hanno propulsivamente spinto in questi ultimi anni per la fusione istituzionale tra Corigliano e Rossano e di cui non s’è mai capito se in realtà siano siano 101 oppure 99. Il presidentissimo che le riunisce spesso in un noto antico albergo lungo la Strada statale 106, Amerigo Minnicelli, in realtà non l’ha mai detto, ma ci concediamo la licenza giornalistica, o poetica - fate voi - di dirlo noi per lui.

 

Il “generale imbonitore” a teatro durante un recente incontro pre-elettorale

 

Altra ed alta probabilità d’essere “colonnelli” di cotanto “generale” ce l’hanno Ernesto Rapani, Giovanni Dima, Antonio Micciullo e Mario Smurra: chi di comprendonio è più farraginoso direbbe Fratelli d’Italia, un “pezzo” di Forza Italia di marca rossanese e “fuori dal  pollaio” del commissario Gallo, ed il bimbo politico neonato cui “civicamente” hanno dato a nome di battesimo “Patto sociale”. E proprio qui, come ci assicura qualcuno che “conta” nei meandri dei già candidati a sindaco di Rossano ma trombati, degli ex consiglieri ed assessori regionali ed ex parlamentari, si lavora a ricucire rapporti personali e politici sfilacciati cui è possibilissimo metterci una bella toppa su cui infilare tutte le stellette del “generale”.

 

E sì, perché proprio da ‘ste parti - chi li vede dentro e chi li vede fuori - vi sono pure Caputo padre e figlio, già sindaco di Rossano per molti anni Geppino e già vicesindaco rossanese Guglielmo con l’altro ex sindaco terrarussa Peppino Antoniotti, quest’ultimo oggi col suo movimento “Corigliano Rossano prima di tutto”: “tre colonnelli in cerca d’autore”? Cioè: “quaglieranno” pure loro con Graziano? Dietro le quinte di tutto quest’ambaradan di centrodestra o di destracentro vi sarebbe più di qualche potente eminenza grigia interessatissima a filare la stoppa del “generale”, ed il recinto coi buoi dentro potrebbe chiudersi. Non ci vorrà molto tempo ancora, ci assicurano…

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