Un retroscena inquietante. È quello che potrebbe celarsi dietro le quinte dell’atto incendiario consumato da ignoti durante la nottata tra venerdì e sabato scorsi all’interno d’una delle eleganti sale di ricevimento del Minerva club resort di contrada Bruscate a Marina di Sibari (foto).

Forse non il solito tipo di “avvertimento” nei confronti d’un noto e facoltoso imprenditore del settore alberghiero e turistico riconducibile al racket estorsivo in mano alla ‘ndrangheta locale, nel caso di specie nei confronti di Luigi Sauve, il patròn d’origini romane della struttura presa di mira.

 

Già, perché tra le ipotesi investigative al vaglio dei carabinieri della Tenenza di Cassano Jonio, che indagano sul caso sotto le direttive del capo dei magistrati inquirenti della Procura di Castrovillari Eugenio Facciolla, ve ne sarebbe una - a quanto pare privilegiata - che condurrebbe dritto al banchetto di matrimonio previsto proprio per la giornata di sabato presso la stessa grande struttura ricettiva sibarita. Il grave attentato incendiario, in pratica, potrebbe tradursi come un’intimidazione proprio nei confronti di qualcuno che il giorno dopo avrebbe dovuto partecipare a quel banchetto. Sì, ma tra gli organizzatori oppure tra gl’invitati? Sul punto vige l’impenetrabile riserbo da parte di chi ha in mano le redini delle delicate indagini tuttora in corso. 

 

Fatto sta che i detective dell’Arma cassanese hanno acquisito la lista nominativa di tutti i partecipanti al ricevimento nuziale, che s’è regolarmente tenuto a dispetto dell’“incidente” alla struttura occorso durante la notte che l’ha preceduto. Quando gl’ignoti incendiari avevano furtivamente guadagnato l’ingresso al grande e lussuoso resort ubicato a due passi dal mare ed armati d’una tanica da venti litri di benzina, poi appositamente abbandonata in un altro locale della struttura, avevano appiccato il fuoco negli eleganti ambienti della sala di ricevimento dedicata alla dea greca Giunone, mandandola in cenere. Frattanto sono allo “studio” degli stessi inquirenti le sequenze registrate alle 4 della notte tra venerdì e sabato dalle telecamere a circuito chiuso di cui è disseminata la grande struttura ricettiva. 

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