Sparato, ucciso e poi gettato in mare. Chissà quando, chissà dove, chissà perchè. Le indagini sono cominciate stamane da parte dei carabinieri della Compagnia di Corigliano diretti dal capitano Cesare Calascibetta, intervenuti unitamente ai militari della locale Capitaneria di porto. Già, perché è proprio nell’area portuale di Corigliano Rossano che è stato rinvenuto il cadavere, stamane.

Restituito dopo almeno una decina di giorni in balìa delle onde, dalle acque marine dello Jonio, nei pressi d’una delle banchine dove attraccano i pescherecci. Le indagini, coordinate dal procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, sono tuttora in corso. Il cadavere dell’uomo presenta tre fori: uno al petto, uno al cranio e uno ad un occhio. Ma ancora non ha nome né cognome. Si lavora, perciò, alla sua identificazione. Il cadavere è stato rinvenuto nudo, privo di qualsiasi indumento e con le ginocchia flesse.

 

 

Effettuato un primo esame esterno da parte del medico legale incaricato dalla Procura si sono riscontrate grosse difficoltà nell’ispezione cadaverica a causa del processo di semidecomposizione della pelle. Disposta ovviamente l’autopsia, con l’incarico affidato al dottor Silvio Trotta. Il cadavere è stato trasportato in obitorio presso il cimitero di Corigliano. È giallo...