“Questa città l’ho fatta io e la faccio mia”: potrebbe essere proprio questo il motto - alla Pippo Baudo ma pubblicamente inespresso - del cosiddetto “generale” Giuseppe Graziano (foto a destra), ex consigliere regionale di Forza Italia ed oggi capo del movimento politico “Il coraggio di cambiare l’Italia” (addirittura…), partendo proprio da Corigliano Rossano si potrebbe tranquillamente aggiungere.

Ad ormai pochi mesi dalle prime elezioni comunali della nuova città nata dalla fusione istituzionale tra gli ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano, la cui legge regionale porta proprio la firma di Graziano defenestrato da Palazzo Campanella dopo il ricorso giudiziario vinto da Gianluca Gallo, sempre di Forza Italia, il quale ne ha preso il posto tra gli scranni di Reggio Calabria, il “generale” sembra incassare consensi in prospettiva d’una propria candidatura a sindaco.

 

Sarebbero infatti dalla sua parte il comitato delle cosiddette cento associazioni per la fusione presieduto da Amerigo Minnicelli e un pezzo della destra locale. Qualche giorno fa, in quel di Rossano, nel corso d’un dibattito politico “a tema” organizzato dal partito di Fratelli d’Italia sembrava esservi proprio quest’atmosfera. Al tavolo v’erano il portavoce regionale del partito Ernesto Rapani e l’ex parlamentare Giovanni Dima, quando a sorpresa è comparso in sala il “generale” il quale ha preso la parola. E davanti ad un ipotetico quadro siffatto sarebbe interessante conoscere le intenzioni inespresse di Forza Italia e soprattutto della Lega che pure da ‘ste parti sta crescendo. Ma pure quelle degli ex sindaci destrorsi dei due ex Comuni, Giuseppe Geraci e Giuseppe Caputo.

 

Destra per destra, da Fratelli d’Italia v’erano pure l’ex sindaco di Rossano Giuseppe Antoniotti insieme ad altri esponenti del proprio movimento civico  “Corigliano Rossano prima di tutto”. E pure il suo ex vicesindaco Guglielmo Caputo, figlio proprio del due volte sindaco a Rossano ed ex consigliere regionale, l’ex consigliere comunale di Corigliano Giuseppe Turano e l’ex vicesindaco sempre di Rossano Aldo Zagarese - quest’ultimo in verità del Partito democratico ma poi mica tanto, a quanto pare - i quali da qualche settimana devono aver cominciato un apprendistato da elettricisti essendo ancor più noti come “Le lampadine”, ed i quali, unitamente ad altri ex, rappresenterebbero una specie di movimento trasversale tanto alle appartenenze politiche quanto a quelle delle due comunità oggi unite, ovviamente a caccia di voti, da soli con un loro candidato o forse no. Vedremo.

 

Pure nell’ambito del cosiddetto “civismo” abbondano i trasversalismi. Più sbilanciata verso quel che fu il centrosinistra la coalizione aperta che candiderà al mille per mille Flavio Stasi (foto qui in basso) a sindaco.

 

 

Di marca destrorsa, invece, quella pure aperta che vorrebbe candidare a primo cittadino l’esponente del Partito democratico Luigi “Gino” Promenzio (foto in alto a sinistra), dove potrebbe essere stato già bell’e stipulato un accordo elettorale che vedrebbe protagonisti, anche se in penombra, l’ex sindaca di Corigliano Pasqualina Straface ed il suo ex assessore Giuseppe Pucci. D’altronde dalle parti di Promenzio non manca affatto la presenza d’ex amministratori e d’ex candidati della destra coriglianese, oggi uniti a taluni ex rappresentanti di quel che un tempo fu il centrosinistra. Chi vivrà, vedrà.

 

Impossibile, almeno per il momento, prevedere quello che accadrà - e qualcosa dovrà pur accadere - all’interno del centrosinistra, quello che nella sua accezione classica si raccoglie intorno al fragile Partito democratico, in fase - dicono - d’efficace riorganizzazione alla luce dell’imminente momento congressuale che culminerà nel prossimo mese di marzo. Parimenti impossibile per ora scrutare dalle parti di quel Movimento 5 stelle forte d’una consistente rappresentanza parlamentare locale...