Nelle ultime settimane si registra un certo pilotato ed alimentato malcontento a Corigliano Rossano, e in particolare a Corigliano, per il recapito ai cittadini da parte del Comune delle bollette “Tari”. Quelle, per intenderci, relative al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani: la “spazzatura”, insomma.

Molti si sono lamentati degli onerosi importi e qualcuno, addirittura, ha addebitato gli aumenti esponenziali in bolletta nientepocodimenochè alla recente fusione istituzionale tra i due ex Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano. È vero? No. Vediamo perché. Nel corso degli ultimi cinque anni dell’amministrazione coriglianese retta dall’ex sindaco Giuseppe Geraci i costi per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti hanno subìto un costante aumento. Nel corso del 2012, infatti, l’allora amministrazione commissariale straordinaria spese per tale servizio (come da bilancio consuntivo del 2012 approvato) poco più di 5 milioni e 976 mila euro per l’anno di competenza. Nell’anno 2017 (sempre come da rendiconto consuntivo del 2017 approvato) s’è spesa, invece, la bellezza di 7 milioni e 623 mila euro.

 

Insomma, in cinque anni s’è registrato un aumento del costo di tale servizio d’oltre un milione e 600 mila euro. Se consideriamo che a Corigliano insistono circa 19 mila utenze ufficiali, si capisce bene come la bolletta media sia passata dai 314 euro d’importo medio ad utenza del 2012, ai ben 401 euro d’oggi. Con un aumento del 28%! 

 

Ma a cosa è stato dovuto questo considerevole aumento? Sostanzialmente a due fattori: gli aumenti della tariffa regionale per il conferimento in discarica del cosiddetto “tal quale” (il rifiuto indifferenziato) ma anche alla raccolta differenziata “porta a porta”. Che ha un costo, ovviamente. O magari qualcuno pensava che raccogliere quotidianamente i rifiuti palazzo per palazzo, portone per portone, fosse una cosa aggratis?

 

Senza contare i bidoncini distribuiti per ogni utenza. Quattro bidoncini per 19 mila utenze fanno un totale di 76 mila bidoncini distribuiti, e, di sicuro, all’ex Comune di Corigliano Calabro i bidoncini non li hanno di certo regalati...

 

Insomma, ai cittadini la passata amministrazione aveva promesso che il “porta a porta” avrebbe portato tanti risparmi in bolletta, ma, almeno finora, vi sono stati solo e soltanto aumenti. Ed è davvero curioso che tale Angelo Caravetta (foto), ex consigliere di maggioranza - la stessa maggioranza che ha approvato i bilanci di cui sopra e la stessa maggioranza che ha voluto a tutti i costi (è proprio il caso di dirlo!) realizzare il “porta a porta” - tenti maldestramente d’addebitare l’aumento della “Tari” alla neo città unica.

 

Il neonato Comune di Corigliano Rossano, infatti, non ha appaltato alcun servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ma, al contrario, le originarie comunità di Corigliano e Rossano stanno continuando semplicemente ad onorare i contratti stipulati dalle loro vecchie amministrazioni e niente più, con tutti i costi relativi stabiliti all’epoca. Ed è davvero strano che un ex consigliere di maggioranza non lo sappia. E se questo è l’inizio della campagna elettorale per le prime elezioni comunali di Corigliano Rossano, cominciamo proprio bene...