Nella mattinata di ieri s’è tenuta la prima seduta dell’udienza preliminare relativa alla maxinchiesta “Stige” condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri sulla cosca di ‘ndrangheta Farao-Marincola di Cirò Marina che ha investito politici ed imprenditori anche nel Cosentino.

Sono 188 gl’indagati, accusati, a vario titolo, d’associazione mafiosa, corruzione, turbativa d’asta, falso, estorsione, reati aggravati dal metodo mafioso. In 90 hanno chiesto il rito abbreviato, richiesta che il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro deciderà d’accogliere o meno il prossimo 20 dicembre. Tra questi vi sono Nicola Flotta, titolare del Castello Flotta di Mandatoriccio, difeso dall’avvocato Franco Cornicello, e Giovanni Caruso, difeso dall’avvocato Franco Cornicello, collaboratore dell’ex sindaco di Mandatoriccio. Proprio l’ex sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici (foto) ha deciso di farsi giudicare col rito ordinario, così come l’ex suo vice, Filippo Mazza. Donnici è difeso dagli avvocati Roberto Laghi e Tommaso Caligiuri, mentre Mazza è assistito dall’avvocato Antonio Ingrosso.

 

Il 14 dicembre prossimo il gup di Catanzaro scioglierà la riserva sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dal pubblico ministero della Dda Domenico Guarascio. Il gruppo imprenditoriale Spadafora, operante nel settore boschivo, ovvero Luigi Spadafora ed Antonio Spadafora, difesi dagli avvocati Franz Caruso e Gregorio Viscomi, Pasquale Spadafora, difeso dagli avvocati Franz Caruso e Cesare Badolato, e Rosario Spadafora, difeso dall’avvocato Giorgia Greco, ha scelto il rito ordinario. Hanno scelto il rito abbreviato pure altri personaggi di spicco della maxinchiesta. Nell’elenco figurano, tra gli altri, i collaboratori di giustizia Francesco Farao, figlio del presunto boss Giuseppe, e Salvatore Muto. Rito ordinario pure per l’ex sindaco di Cirò Marina, Nicodemo Parrilla e per l’ex sindaco di Strongoli, Michele Laurenzano.