La campagna agrumicola di quest’anno nella Sibaritide deve praticamente ancora cominciare e a Corigliano Rossano s’è scatenata una vera e propria guerra tra bande di caporali per il monopolio nella gestione del trasporto dei braccianti funzionali alla raccolta delle clementine, perlopiù manodopera di nazionalità straniere.

Una guerra combattuta in modo subdolo quanto violento. E delinquenziale. Già: a colpi d'attentati incendiari, e senza esclusioni di colpi. Una decina di mezzi - tra furgoni ed autovetture station wagon - sono infatti andati in fiamme nello stretto giro delle ultime due notti, quelle tra venerdì e sabato e tra ieri e stamattina. Tanto nel coriglianese quanto nel rossanese. In tutti i casi la matrice è dolosa. E il bilancio dei mezzi andati in cenere, completamente distrutti dal fuoco, è un vero e proprio bollettino di guerra.  

Per i Vigili del fuoco del distaccamento rossanese di Viale dei Normanni è stato un lavoraccio. Sono intervenuti su Via Genova, Via Arno, Via Catanzaro e Viale della Repubblica, allo Scalo di Rossano, per poi trasferirsi allo Scalo di Corigliano, in Via Nazionale, allertati per un’auto in fiamme (foto), e poco dopo per altri tre furgoni a fuoco nel centro storico. Mezzi prevalentemente con targhe bulgare e rumene.

Indagano i carabinieri delle due distinte Compagnie e l’ipotesi investigativa prevalente è proprio quella connessa alla lotta per l’accaparramento del trasporto della manodopera straniera. Illegalità, violenza, distruzione, che vanno a sommarsi ad altra illegalità, quella del lavoro nero, sommerso, senza diritti nè garanzie di sicurezza che nel settore agricolo della Piana di Sibari da anni ed anni oramai regna incontrastato e senza soluzione di continuità. Con la consapevolezza pressochè inoperosa da parte di tutti, nessuno escluso: dai sindacati agl'ispettorati, dalle forze dell'ordine alla magistratura.