Volevamo misurare il livello di cialtroneria cui è potuto arrivare d’agosto l’ex sindaco dell’ex Comune di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci, ma la macchinetta è andata in tilt: il valore bio-fisiologico è oramai fuori norma. E fuori controllo. Già, perché a cavallo e durante la settimana di Ferragosto, l’ex primo cittadino coriglianese si sta rendendo protagonista, per mezzo di roboanti quanto sprezzanti lettere indirizzate al commissario del nuovo Comune di Corigliano Rossano, ma apertamente pubbliche, e quindi finalizzate soprattutto a far crescere attorno a se stesso una nuova forma di pericoloso populismo anti-avvenuta fusione istituzionale del proprio ex Comune con l’ex Comune di Rossano.

Le ipocrite ed a giorni alterni diverse posizioni di Geraci in merito alla fusione con Rossano sono note a tutti, dal favore espresso all’atto d’impulso approvato nell’allora Consiglio comunale coriglianese alla finale discesa in campo per il “No” nel referendum consultivo popolare del 22 ottobre 2017 passando per le proprie mirabolanti piroette spacciate per politiche laddove di politica v’era il nulla del niente.

In questi giorni l’oggetto di contesa col commissario Domenico Bagnato è il nulla osta concesso da quest'ultimo all’ex funzionario amministrativo contabile e responsabile del Settore finanziario dell’ex Comune di Corigliano Calabro Giovanni Santo (foto), il quale lo scorso mese di giugno aveva richiesto d’essere trasferito presso il Comune di Villapiana avvalendosi della normativa in materia di mobilità dei pubblici dipendenti.

Va da se che Santo ha deciso d’andarsene a Villapiana anche perché lì potrà “dirigere”, mentre nel nuovo Comune di Corigliano Rossano - a differenza dell’ex Comune di Corigliano Calabro - vi sono vere e proprie figure dirigenziali, superiori quindi al proprio profilo amministrativo.

Scrive oggi Geraci: «Eccellenza, dopo aver espresso la mia sorpresa, manifesto adesso il mio dissenso sul fatto che sia stato consentito il trasferimento del dottor Santo, responsabile finanziario del già Comune di Corigliano Calabro, a partire dal 16/08/2018. Il tutto mi appare inopportuno ed intempestivo, soprattutto per i tempi, viste le notevoli difficoltà del nuovo Comune nella predisposizione del bilancio preventivo 2018-2020. Nella qualità di componente del comitato consultivo della nuova città di Corigliano-Rossano e con l’intento di contribuire positivamente e costruttivamente alla delineazione di un iter burocratico-amministrativo-finanziario equilibrato della nuova città […] le comunico che mi avvarrò della consulenza tecnica del succitato dottor Santo anche nei prossimi incontri ufficiali che si terranno nella sede comunale, tecnico che conosce la situazione finanziaria del già Comune di Corigliano Calabro e che gode della mia fiducia. La consulenza burocratica, amministrativa e finanziaria durerà fino alla conclusione del percorso della fusione […]».

Geraci ha quindi un santo in paradiso, non vi sono dubbi. Peccato però, che esso santo sia lo stesso che Geraci stesso mandò all’inferno proprio durante il proprio mandato di sindaco che ha preceduto la fusione Corigliano Rossano, in virtù del quale adesso lo stesso è componente del comitato consultivo del nuovo Comune nato lo scorso 31 marzo. Geraci, infatti, oggi nomina in qualità di proprio consulente finanziario Giovanni Santo! Sì, proprio colui il quale dal Geraci-sindaco fu rimosso proprio dall'incarico di responsabile del Settore finanziario (in Municipio si sussurrò che il grimaldello fosse stato l’affidamento diretto d’un servizio pari a circa 40 mila euro, autorizzato da Santo ma da Geraci ritenuto assai incongruo) per far posto nientepocodimenochè ad un consulente finanziario esterno al Comune. Già, quel dottor Enzo Claudio Gaspare Siinardi cui Geraci affidò a contratto proprio l’incarico di responsabile del Settore finanziario e che poi lo stesso sindaco promosse ad assessore ma che poi ancora cacciò dal Comune a malo modo essendo già divenuto la sua serpe in seno. Non solo. E di nuovo sì, perché quando arrivò Siinardi v’erano già altri due blasonatissimi (da Geraci) consulenti finanziari esterni, i professori universitari Ettore Jorio ed Enrico Caterini della Fondazione Trasparenza cui l’allora sindaco fece aderire l’ex Comune coriglianese.

Alla botta di Geraci dello scorso 13 agosto, il giorno dopo ha fatto seguito la risposta garbata ma piccata del commissario Bagnato, e tra i due, il 17, s’è inserito un altro componente del comitato consultivo, vale a dire l’ex sindaco dell’ex Comune di Rossano Stefano Mascaro durissimo nei toni inequivocabilmente rivolti a Geraci. Il quale sta (ri)combattendo la fusione “dall’interno”, ma con armi spuntatissime. Il quale - ci dicono - starebbe pensando addirittura di candidarsi a sindaco di Corigliano Rossano, senza, ovviamente, velleità di diventarlo, ma con l’obiettivo recondito di portare nel primo Consiglio comunale della nuova città un plotone d’esecuzione coriglianese dell’avvenuta fusione quanto più numeroso possibile. Purtuttavia se le armi sono alla Santo… Campa cavallo!