E a Cassano il fenomeno continua a crescere: una Fiat Multipla data alle fiamme nella frazione di Lauropoli porta già a 8 il bilancio di quest’anno

 

 

 

Mentre nel confinante Comune di Cassano Jonio sta continuando la mattanza d’autovetture date alle fiamme da ignoti criminali, fenomeno che dall’inizio del 2021 nella città delle terme sibarite sta facendo registrare un trend senza precedenti, qualcosina comincia a muoversi sul fronte delle indagini a Corigliano-Rossano, dove lo stesso fenomeno è ben “radicato” da anni, ma con una media altissima tra l’anno scorso e i primi tre mesi di quest’anno.

 

L’ultima auto incendiata nel cassanese, per l’esattezza nella popolosa frazione di Lauropoli, è andata in cenere nelle prime ore della mattinata di ieri.

Si tratta d’una Fiat Multipla di proprietà d’un bracciante agricolo d’origine rom, volto già noto negli ambienti investigativi.

 

L’incendio segue quello di pochi giorni addietro, quando altre due autovetture erano andate carbonizzate in Via 4 novembre, nel pieno centro storico cassanese.

Il “copione” conseguente a questi fatti criminali è oramai sempre lo stesso, con l’intervento di vigili del fuoco e carabinieri. E il bilancio numerico del fenomeno nel cassanese arriva a quota 8 auto incendiate dall’inizio di quest’anno.

 

 

A Corigliano-Rossano, invece, e in particolare nel coriglianese, si registra qualche timido vagito investigativo da parte dei carabinieri della locale Compagnia, che è competente per giurisdizione pure sul Comune di Cassano Jonio.

 

Nelle ultime ore, infatti, da parte dei detective dell’Arma coriglianese sono stati denunciati a piede libero alla Procura di Castrovillari e alla Procura per i minori di Catanzaro, due fratelli, rispettivamente di 20 e 17 anni, per fabbricazione e detenzione di materie esplodenti.

 

L’indagine era cominciata proprio a seguito d’uno degli ultimi casi d’incendi d’auto, quello avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 marzo scorsi nella periferica e rurale contrada di Apollinara, quando venne presa di mira la Fiat 500 di M.S., una donna di 40 anni residente nella stessa contrada.

 

 

Nel luogo dell’incendio doloso i carabinieri trovarono un bastone di legno usato come innesco.

La vicina presenza d’un impianto di videosorveglianza aveva poi permesso d’appurare che poco prima dell’incendio un ragazzo in bicicletta e con in mano proprio un bastone di legno si dirigeva proprio verso il luogo dell’incendio dell’utilitaria.

 

Perquisita l’abitazione dei due giovanissimi germani, dalla loro camera da letto era poi spuntata una sacca con all’interno ben quattro bottiglie di plastica da 2 litri piene di benzina ed altrettanti bastoni di legno agli estremi dei quali erano vincolati, con del nastro adesivo, dei pezzi di stoffa da utilizzare come innesco per le bottiglie incendiarie una volta lanciate.

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