Detenuto agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico, ieri mattina per suo libero arbitrio s’è concesso qualche ora d’aria. Di buon mattino, però, aveva avvisato i carabinieri che sarebbe andato a lavorare in virtù di un’autorizzazione giudiziaria.

 

Purtuttavia, il permesso concessogli dai giudici del Tribunale di sorveglianza lo autorizzava ad andare a lavorare soltanto nei giorni feriali. D’altronde, il settimo giorno - e ieri era domenica - pure Dio riposò...

 

E infatti proprio i carabinieri l’hanno pizzicato per strada a parlare in tranquillità con una persona. Fermato e perquisito, è stato trovato in possesso d’un coltello a serramanico, che i militi gli hanno sequestrato.

 

 

Protagonista del curioso fatto di cronaca un pregiudicato coriglianese di 52 anni, che proprio agli arresti domiciliari sta scontando una pena per una condanna definitiva.

 

Riassegnato ai domiciliari da parte del magistrato di turno in Procura a Castrovillari, adesso dovrà affrontare nuovamente un giudice per i reati d’evasione e possesso ingiustificato d’arma da taglio.

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