di Fabio Buonofiglio

Quella che vi raccontiamo oggi è una storia che vale 5.550 euro per 5 mesi, praticamente 1.110 euro al mese. Per qualcuno saranno quattro soldi, per molti altri sono soldi. Se pensiamo alla quantità di soldi che si muove intorno alla politica, allora sono quattro soldi. E dal momento che sono soldi che si muovono intorno alla politica, la storia che vi raccontiamo è una storia da quattro soldi. I cui protagonisti sono, nell’ordine: il gruppo del Partito democratico nel Consiglio regionale della Calabria e in particolare il consigliere Carlo Guccione, l’ex sindaco dell’ex Comune di Corigliano Calabro ed attuale direttore del distretto Jonio Nord dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza Giovanni Battista Genova (foto) - naturalmente esponente del Pd - e il figlio primogenito di quest’ultimo Ciro Andrea Genova, il quale con la politica c’entra come i cavoli a merenda se non per essere figlio del padre e per essere (stato) iscritto (forse) allo stesso Pd o meglio al Pdp (Partito del padre).

 

Sì, perché figura pure Andrea Genova tra i 45 Co.co.co. - Collaboratori coordinati e continuativi - dei gruppi politici in Consiglio regionale, sfornati in piena estate quando pure i giornalisti sonnecchiano sulle spiagge sotto gli ombrelloni. Il figlio dell’ex primo cittadino coriglianese ed attuale direttore del locale distretto sanitario, infatti, già dallo scorso primo agosto sta fornendo supporto (sic!!!) all’attività dei consiglieri regionali dem.

 

Andrea e Battista Genova

 

Andrea ha 43 anni, è laureato in Conservazione dei beni culturali e da svariati anni vive stabilmente in Puglia, ad Ostuni, nel Brindisino, come riporta pure il suo Curriculum vitae. A memoria di cronista, la sua unica attività politica negli anni è stata quella di recarsi al seggio per votare papà Battista. Il direttore del distretto sanitario jonico fu infatti eletto sindaco nel 2001, ma in precedenza come in seguito fu diverse volte consigliere comunale e provinciale oltre che candidato non eletto al Senato della Repubblica e al Consiglio regionale. Questa la carriera politica prima della sua salita sul carro del plurivotato e plurieletto consigliere regionale Guccione, riferimento politico suo come del figlio Andrea.

 

Carlo Guccione

 

Benché se ne sia saputo mai nulla, scorrendo il curriculum di Andrea Genova si scopre come egli non sia affatto “nuovo” quanto a proprie collaborazioni retribuite nel Consiglio regionale della Calabria (anni 2018-2019), come pure nel Comitato di gestione del Pit-Progetto integrato territoriale dell’Alto Jonio cosentino nell’anno 2009 quando a presiedere il Pit era proprio papà Battista. Nulla d’illegale intendiamoci, ieri come oggi. La deliberazione dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale guidato dal presidente Domenico Tallini, la numero 9 del 12 maggio scorso, ha infatti definito il budget a disposizione dei gruppi politici consiliari per “Spese di funzionamento” e “Spese per il personale”. La seconda voce prevede un tetto di spesa (addirittura con decorrenza retroattiva, vale a dire dallo scorso 27 marzo!) di 1.328.671,78 euro annui, praticamente ben 42.860,38 euro per ciascun consigliere regionale calabrese.

 

 

 

La Legge regionale numero 13 del 2002 indica con precisione chi può essere assunto dai gruppi consiliari, “Personale proveniente dalla Pubblica amministrazione o estraneo ad essa”, e come, ossia con contratti di diritto privato stipulati dal presidente del gruppo consiliare, specificando che, su sua indicazione nominativa, all’assegnazione provvede poi il segretario generale del Consiglio regionale. Con la specifica che “Per il personale estraneo alla Pubblica amministrazione il rapporto è regolato da contratto di diritto privato a termine”. In pratica il Co.co.co. per i figli che, come struggentemente cantava Mario Merola... so’ piezz ‘e core!

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