Sale a 6 il numero degli eletti che esprimono critiche (ed autocritiche) con atti e documenti pubblici. Il civismo cede sovranità al Pd per una compagine più politica?

 

 

di Fabio Buonofiglio

Sta succedendo più di qualcosa nella compagine di liste civiche che sostiene - oggi in modo decisamente critico, per non dire freddo - l’amministrazione comunale del sindaco Flavio Stasi eletto poco più d’un anno fa dai cittadini di Corigliano-Rossano. Pubblicamente, benché a scoppio ritardato, se ne accorgono pure un po’ d’eletti. Consiglieri comunali d’una maggioranza che oramai da settimane traballa assai. Fra tanti quanto inutili giri di parole e con la “scusa” della loro “ricetta” sul Recovery fund, Alessia Alboresi, Isabella Monaco, Domenico Rotondo, Maria Salimbeni e Titty Scorza, cercano e trovano il tempo per mettere le dita nelle (loro stesse) piaghe:

 

«Perché si riallacci il filo della fiducia tra cittadini e istituzioni occorre discutere, coinvolgere, non avere paura dei pensieri in dissenso, ascoltare quanti si pongono con atteggiamento costruttivo e avanzano condivisibili proposte politiche». Il messaggio è esplicitamente rivolto proprio al sindaco Stasi. Ed è praticamente lo stesso concetto espresso, a fine giugno scorso, dai firmatari d’un severo documento politico, tutti d’area progressista ed alcuni iscritti al Partito democratico, sostenitori in campagna elettorale del sindaco Stasi il quale aveva voluto alcuni di loro candidati nelle sue liste. Loro non eletti, ma i cinque citati qualche riga sopra, loro sì. E oggi fanno critica ed auto-critica: «È indubbio che la maggioranza che sostiene il sindaco Stasi deve sentire forte il peso del ruolo che incarna e guadagnarsi l’autorevolezza necessaria per incidere sulle scelte che ci attendono, con la consapevolezza che l’esperienza di governo di una comunità richiede maturità politica e competenza e che quando è il momento è doveroso scegliere in che direzione andare».

 

La consigliera Alessia Alboresi

 

LO STRAPPO DI GAMMETTA IN “CORIGLIANO-ROSSANO DOMANI”

 

Il terremoto in atto nella maggioranza del sindaco Stasi era stato aperto dalla scossa, più sussultoria che ondulatoria, provocata durante la seduta del Consiglio comunale dello scorso 29 luglio dal consigliere Rocco Gammetta il quale s’era alzato per abbandonare l’aula proprio nel momento del voto sul bilancio consuntivo del sindaco e dell’assessore Giovanni Palermo, quest’ultimo collega di Gammetta nel gruppo consiliare ed assessorile che fa riferimento al movimento “Corigliano-Rossano domani”. Un movimento oggi spaccato: tutto infatti sembra dividere l’establishment rappresentato dall’assessore Palermo e soprattutto dal vicesindaco Claudio Malavolta, dalla parte originaria del gruppo politico eletta in Consiglio comunale ed incarnata proprio da Gammetta, il quale da qui a breve potrebbe anche determinarsi, di concerto col nutrito gruppo che lo sostiene nel movimento “Corigliano-Rossano domani”, ad istituire un nuovo gruppo politico all’interno del consesso civico, abbandonando così gli altri due eletti nella stessa lista di “Corigliano-Rossano domani”, che rispondono ai nomi di Mattia Salimbeni il quale è al contempo esponente di Forza Italia, e di Antonio Cassano il quale fu voluto in lista dal vicesindaco Malavolta ed oggi, pur condividendo il malessere e il dissenso nei confronti dell’establishment, vivrebbe una forte condizione d’imbarazzo più personale che politico.

 

A sinistra il sindaco Flavio Stasi, a destra il consigliere Rocco Gammetta

 

IL CONFRONTO IN ATTO NEL PARTITO DEMOCRATICO

 

Con ogni probabilità vi saranno scenari politicamente assai complessi una volta che saranno trascorse le ferie d’agosto. E qui potrebbe entrare in gioco la politica dei partiti più che quella dei movimenti civici, in particolare il Partito democratico, oggi presente in Consiglio comunale con un unico esponente, Aldo Zagarese, un anno fa candidato nella coalizione uscita sonoramente sconfitta alle elezioni, il quale finora ha incarnato una posizione piuttosto moderata, blanda, nei confronti dell’amministrazione Stasi, tanto da non votarle contro astenendosi in diverse occasioni e da ultimo proprio nel voto sul bilancio consuntivo. Zagarese continua a ritenersi consigliere «d’opposizione», benché conscio del confronto in atto nel Pd su come rapportarsi nei confronti di Stasi e della sua amministrazione. Una tessitura di tela cui starebbe prendendo parte pure qualche importante esponente regionale del partito che ha puntato su Stasi, col quale ha ottimi rapporti politici e personali tanto d’aver favorito la sua elezione a sindaco. Una tela che potrebbe vedere più di qualche consigliere di maggioranza passare dal civismo al Pd, cedendo così sovranità alla politica. Nel Pd il “filo diretto” con Stasi ce l’ha più di qualcuno, e tutti sanno bene che eventuali ambizioni future del sindaco dovranno necessariamente passare attraverso le regole d’ingaggio della politica, altro che civismo. Lavori in corso, dunque. Che potrebbero rappresentare la “chiave di volta” per trasformare una maggioranza civica incolore e inodore in una compagine più politica e magari meno confusionaria di quella odierna. Staremo a vedere.

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