L’Aism provinciale e regionale scrive una preoccupata lettera alla direzione sanitaria, ma la risposta del direttore Carino è priva di logica. Tragicomica...

 

 

di Fabio Buonofiglio

La sclerosi multipla è una malattia che colpisce giovani di 20-30 anni, e se non opportunamente affrontata attraverso le nuove cure a disposizione risulta essere la seconda causa di disabilità nella popolazione giovanile, determinando costi sociali ed economici per la società esorbitanti e valutabili in punti percentuali di Prodotto interno lordo. Non tutti lo sanno, ma l’Unità operativa complessa di Neurologia dell’Ospedale spoke di Corigliano-Rossano, diretta dal dottor Angelo Gallo, è attrezzata e all’avanguardia proprio per tali innovative cure.

 

Dai primi giorni dello scorso mese di marzo, però, su disposizione del direttore sanitario dell’ospedale, Pierluigi Carino, la Neurologia del presidio ospedaliero “Guido Compagna” è chiusa. Da allora, alcuni dei pazienti che vi venivano assistiti e curati, sono costretti a frequentissimi lunghi e dispendiosi viaggi a Milano.

 

E quel che resta della Neurologia, da allora, sono solo 4 posti letto per altrettanti ricoverati “appoggiati” in due stanze di degenza, e non a Neurologia ma all’interno del reparto di Medicina. Con un solo infermiere a disposizione e senza nessuna possibilità di turnazione e continuità d’assistenza per i ricoverati. Tutto provocato dall’emergenza sanitaria del Covid-19, oramai da tempo rientrata, e con l’effetto - probabilmente voluto dalla stessa dirigenza sanitaria - di smembrare e disperdere definitivamente nei meandri dello stesso nosocomio, tra il presidio del “Compagna” e quello del “Nicola Giannettasio”, il team infermieristico attivo ed operante in Neurologia. Con noncuranza delle professionalità acquisite nel tempo attraverso corsi di formazione ad hoc, con 3 infermieri formati per l’assistenza sanitaria proprio ai malati di sclerosi multipla e per altre mansioni specifiche e piuttosto complesse. Così, continua a persistere la situazione di disservizio ai pazienti neurologici, attraverso il mancato rientro degl’infermieri e la conseguente impossibilità di ricominciare a fornire i servizi sanitari attraverso un’efficiente ed efficace assistenza ai pazienti.

 

 

L’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) nelle persone della presidente provinciale Maria De Luca e della consigliera del coordinamento regionale Flaminia Batta Veltri, nei giorni scorsi ha scritto una lettera dai toni assai preoccupati alla direzione sanitaria, rappresentando una situazione d’emergenza e sollecitandone opportuni provvedimenti risolutivi.

 

«Molte persone affette da sclerosi multipla da qualche tempo hanno comunicato ad Aism che il reparto di Neurologia con annesso centro sclerosi multipla è stato ridimensionato, mettendo a serio rischio il diritto di cura dei molti malati che settimanalmente si recavano in reparto per la somministrazione delle varie tipologie di cura, alcune delle quali necessitano della presenza di unità di rianimazione e/o personale infermieristico specializzato. Il centro sclerosi multipla è al servizio di molti pazienti della zona, con la possibilità, unica per l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza e insieme alla Neurologia dell’Azienda ospedaliera di Cosenza per tutta la provincia, di somministrare terapie di seconda linea. Ciò è un’opportunità per i malati di sclerosi multipla che dovevano sottoporsi a sacrifici per andare a curarsi in altre città e regioni, perché adesso possono essere trattati ed assistiti nelle loro necessità vicino casa, rispondendo al principio e al diritto alle cure di prossimità in un territorio, lo Jonio cosentino, in cui è alta l’incidenza dei casi di sclerosi multipla». Questo scrivono, tra l’altro, dall’Aism, che chiede dunque «il ripristino della normalità nei trattamenti dedicati alla sclerosi multipla e il reintegro presso il centro sclerosi multipla delle professionalità mediche ed infermieristiche necessarie e specializzate per la somministrazione dei vari farmaci di contenimento in ambienti dedicati e non a rischio, che ricostituiscano l’efficienza del centro sclerosi multipla dell’Ospedale spoke di Corigliano-Rossano».

 

 

Improbabile, senza logica e tragicomica la risposta data dal direttore sanitario dell’ospedale, Pierluigi Carino (foto qui in alto). Il quale, dopo una breve premessa riferita all’emergenza da Covid-19, comunica all’Aism che «presso l’Unità operativa complessa di Neurologia dell’ospedale spoke di Corigliano-Rossano, nel periodo emergenziale, sono stati garantiti tutti i ricoveri in regime d’urgenza (circa 40); l’attività di consulenza specialistica per interni non è stata mai sospesa; superate le criticità operative e gestionali a seguito del blocco Covid-19, in accordo con il direttore della Neurologia, dottor Gallo, sono state ripristinate tutte le attività ambulatoriali per esterni con priorità di abbattere le liste d’attesa mediante il recupero entro il 30 novembre 2020 delle prestazioni non erogate nella fase emergenziale».

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