La crisi da tempo in atto nella compagine del sindaco ora è ufficiale e apre un problema politico

   

 

di Fabio Buonofiglio

Non tira una buona aria, a Corigliano-Rossano, dalle parti della maggioranza che in Consiglio comunale da un anno in qua sostiene il sindaco Flavio Stasi (foto a sinistra) e la sua giunta. Già, perché se il leit-motiv tormentone della campagna elettorale dell’anno scorso era quel juorno buono intonato dal rapper Rocco Hunt, ieri a intonare il dissenso è toccato a un altro Rocco. Nell’importante seduta del Consiglio comunale finalizzata all’approvazione del primo bilancio consuntivo dell’amministrazione Stasi, infatti, proprio al momento del voto, il consigliere comunale di maggioranza Rocco Gammetta (foto a destra) ha preso armi e bagagli ed ha abbandonato l’aula.

 

L’ha fatto in modo assolutamente non teatrale, silenzioso, ma così come doveva essere è stato notato eccome, da tutti, sindaco, giunta, maggioranza ed opposizione. E il messaggio politico sotteso sin da ieri sera sta facendo il giro della città. Il clima d’alta tensione che da tempo si respira in vari settori della maggioranza Stasi, per i lettori di AltrePagine non è affatto una novità. Oggi il fatto politico assume il carattere dell’ufficialità. Un consigliere comunale di maggioranza che decide di non approvare col proprio voto quello che è notoriamente l’atto amministrativo più importante d’un intero anno non è affatto il capriccio d’una calda sera d’estate. E allora, che sta succedendo all’interno della trasversale compagine civica cui più d’un anno fa ha dato vita l’attuale primo cittadino coriglianrossanese? Abbiamo cercato di scavare un po’ nel terreno minato, anzi minatissimo, d’una maggioranza consiliare che vive solo e soltanto nell’apparenza ufficiale d’una propria unità e che manifesta disagi e malumori direttamente connessi alla conduzione politico-amministrativa del sindaco Stasi e dei suoi assessori.

 

La sala consiliare del Comune

 

Il caso ufficiale di Gammetta - il quale pare non sia affatto intenzionato ad uscire dalla maggioranza - è dunque la punta d’un iceberg. Il consigliere comunale dissidente nell’assemblea civica rappresenta l’espressione storicamente più autentica di quel che fu il movimento “Corigliano domani”, che con la fusione dei due ex Comuni è divenuto “Corigliano-Rossano domani”. Il movimento politico è rappresentato in giunta dal vicesindaco Claudio Malavolta e dall’assessore al Bilancio Giovanni Palermo, con quest’ultimo che ha la paternità politico-amministrativa del consuntivo approvato ieri sera senza il voto di Gammetta. Ecco perché l’uscita dall’aula del consigliere sul piano politico ha un effetto micidiale per Stasi & Company.

 

Il vicesindaco Claudio Malavolta

 

Gli altri due consiglieri che assieme a Gammetta costituiscono il gruppo di “Corigliano-Rossano domani” sono Antonio Cassano - la cui candidatura fu “sponsorizzata” dal vicesindaco Malavolta - e Mattia Salimbeni il quale vantando con orgoglio la propria appartenenza politica a Forza Italia continua a recitare assai bene la parte del “civico” sotto la regìa d’un sindaco che ha oramai da tempo issato la bandiera d’un qualunquismo incolore e inodore. Una bandiera sempre più a mezz’asta, con un clima che si taglia a fette guardando a uno Stasi palesemente nervoso, costretto a malcelare tale clima scoprendosi d’improvviso poeta su Facebook nel decantare vedute panoramiche e ruote estive.

 

L’assessore al Bilancio Giovanni Palermo

 

Mentre il consigliere comunale Gammetta, col proprio strappo di ieri sera, sembra proprio voler dire che le cose politico-amministrative a Corigliano-Rossano non vanno granché bene. E il suo messaggio è rivolto sì al sindaco Stasi, ma forse ancor più al vicesindaco Malavolta e all’assessore Palermo.

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