Da Corigliano-Rossano nel mese di luglio del 2017 era finito in carcere con la pesante accusa d’associazione mafiosa assieme ad un’altra quarantina di persone ritenute appartenenti ad un cartello tra le famiglie mafiose degli Scalisi e dei Santangelo di Adrano, in provincia di Catania. L’operazione Illegal duty e l’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dalla polizia di Stato su delega della Direzione distrettuale antimafia di Catania, aveva disvelato un sistema d’estorsioni e “dazi” illegali nel redditizio mercato ortofrutticolo locale. Ma anche usura, spaccio di sostanze stupefacenti, frodi informatiche e porto abusivo d’armi.

 

Nicola Santangelo, 44 anni, originario proprio della Sicilia, è titolare d’una società cooperativa di braccianti agricoli a Corigliano-Rossano e vive stabilmente nella popolosa frazione marina di Schiavonea. Martedì 21 luglio scorso i giudici della Corte d’appello di Catania, in totale accoglimento del ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Pasquale Di Iacovo del foro di Castrovillari, hanno annullato la condanna di primo grado ad 8 anni di reclusione che era stata emessa nei suoi confronti, mandandolo assolto. Santangelo, all’esito del processo di primo grado che s’era concluso nel settembre del 2018, era stato infatti condannato. Poi aveva deciso d’affidare il mandato all’avvocato Di Iacovo, al fine di riuscire a dimostrare in appello la propria innocenza. Ed è stato l’unico tra gl’ìimputati ad uscire assolto “per non aver commesso il fatto”.

 

L’avvocato Pasquale Di Iacovo

 

Non appena diventerà irrevocabile la sentenza d’assoluzione, l’avvocato Di Iacovo chiederà al Ministero della Giustizia il risarcimento dei danni per l’ingiusta carcerazione che Santangelo aveva sofferto in regime di custodia cautelare dal 17 luglio del 2017.

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