Arrestato venerdì pomeriggio dai carabinieri 

 

 

Recentemente condannato a 4 anni di reclusione per estorsione, in attesa che sulla sentenza si pronunci in via definitiva la Cassazione, era assegnato al regime degli arresti domiciliari. Che avrebbe ripetutamente violato, soprattutto negli ultimi tempi, per come accertato dai carabinieri della Compagnia coriglianese. I quali nel pomeriggio di venerdì scorso l’hanno arrestato per l’ennesima volta, questa volta però non per riportarlo ai domiciliari bensì per rinchiuderlo in una cella del carcere di Castrovillari.

 

Al cospetto di Giovanni Arturi alias A vozza, 41 anni, noto pregiudicato di Corigliano-Rossano residente nella contrada di Apollinara (foto), i militari dell’Arma si sono infatti presentati per notificargli un’ordinanza d’aggravamento della misura cautelare emessa dai giudici della Sezione penale del Tribunale di Castrovillari. Arturi era stato arrestato ben due volte per evasione, dagli stessi carabinieri.

 

Il comandante dei carabinieri coriglianesi, capitano Cesare Calascibetta

 

Nel novembre del 2017 era finito al centro d’un caso d’estorsione con la tecnica cosiddetta del “cavallo di ritorno” ai danni d’un imprenditore agricolo di Fagnano Castello, nella cui azienda agricola era stata trafugata un’auto d’epoca. Arturi, che per la restituzione del mezzo avrebbe preteso dalla vittima del furto una somma di denaro, era stato dalla stessa denunciato e poi arrestato dai carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano che l’avevano portato in carcere come deciso dalla magistratura.

 

In seguito venne assegnato agli arresti domiciliari ed autorizzato a lavorare in un’azienda agricola locale, dove però non avrebbe mai cominciato a lavorare e dove non sarebbe risultato neppure assunto da parte del titolare, come avrebbero appurato le indagini condotte nei suoi confronti dagli stessi carabinieri che venerdì l’hanno tradotto in carcere.

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