di Fabio Buonofiglio

La luna di miele tra Flavio Stasi (foto) e quella straordinaria maggioranza elettorale che il 9 giugno d’un anno fa lo portò a divenire il primo sindaco della nuova città di Corigliano-Rossano è finita da un pezzo. Basta aprire i social media e leggere quel che dicono da diverse settimane e spessissimo a ragion veduta i cosiddetti leoni da tastiera, e, soprattutto, ascoltare cosa dice la gente in carne ed ossa per strada, al supermercato, durante le attese negli uffici pubblici o negli ambulatori della sanità pubblica o privata, al bar e in qualsivoglia altro posto. Le critiche fioccano un po’ su tutto l’andazzo in città, in egual misura nell’area urbana coriglianese e in quella rossanese

 

dove la gente non vede quei fatti concreti - naturalmente positivi - che s’aspettava dal primo cittadino nei vari ambiti della propria conduzione amministrativa, a fronte delle tante parole gridate dai palchi della sua campagna elettorale e degli altrettanti proclami di questi mesi da parte sua e dei suoi assessori. E così, a distanza d’un anno esatto dal varo della prima amministrazione comunale della nuova città, c’è chi, tra le stesse file elettorali e politiche del sindaco, dissociandosi da quel sempre più esiguo, stucchevole coro dell’“Antoniano di Bologna” social (oramai uno spalto isolato e ridicolo, acriticamente confinato davanti al siparietto di Facebook) ha preso carta, penna e calamaio per mettere nero su bianco qualcosa di realistico. E con severità proprio all’indirizzo di Flavio Stasi.

 

Stasi ha perso il feeling coi cittadini che l’hanno eletto

 

Sono i ribelli della sua stessa base, e quando le critiche arrivano dalla propria base vuol dire che nella conduzione amministrativa della città dei problemi ci sono per davvero. In tredici hanno sottoscritto il documento politico del caso poi reso pubblico, che in queste ore, tra telefonate e messaggi agli autori e “rimbalzi” nella nostra redazione, sta riscuotendo un certo consenso nel resto della stessa base elettorale e politica del sindaco. A rompere il ghiaccio, proprio nel momento in cui la temperatura climatica si sta alzando, è toccato a Maria Teresa Barletta, Gennaro Bartolomeo, Giuseppe Candreva, Mimmo Federico, Gianni Gallina, Luigi Iacino, Pino Le Fosse, Franco Madeo, Teresa Massimilla, Antonio Pezzo, Francesco Pignataro, Enzo Reda e Damiano Viteritti. Tutti d’area progressista, alcuni iscritti al Partito democratico, tra essi noti e stimati professionisti. Quattro di essi erano candidati nelle liste a sostegno di Stasi. E scrivono: «Avvertiamo la responsabilità di contribuire ad avviare una seria riflessione sulla difficile situazione che stiamo vivendo. Andando oltre gli ottimismi di facciata, vogliamo che ci si interroghi sulla tenuta del quadro politico-amministrativo, per le sempre più carenti attenzioni istituzionali ad ogni livello verso il nostro territorio, e sul ruolo che deve avere  Corigliano-Rossano, ma anche e sopratutto rispetto al processo di costruzione della nuova città. Processo di costruzione, fatta salva comunque la tardiva costituzione della Commissione Statuto in Consiglio comunale, che non ha avuto l’accelerazione che il momento straordinario richiederebbe. A questo proposito, e per chiarezza, diciamo subito che è pura illusione pensare che basti un “normale” governo della città perché si arrivi finalmente alla fusione culturale, politica e istituzionale delle due preesistenti realtà».

 

Stasi su uno dei palchi della campagna elettorale coi tanti candidati nelle sue liste

 

Nel lungo documento, il passaggio più severo è direttamente rivolto al sindaco, ai suoi assessori ed alla maggioranza che li sostengono in Consiglio comunale: «La nostra sensazione, e a dire il vero non solo la nostra, è che parte di quel patrimonio di speranze, prospettive, fermenti e aspettative d’un anno fa, rischia di essere oggi definitivamente dilapidato da un’inspiegabile gestione tesa, ben oltre lo spirito della legge sull’elezione diretta del sindaco, ad una solitaria azione di accentramento di funzioni e di potere da parte del primo cittadino. Facendo venir meno non solo il coinvolgimento e la partecipazione diffusa, ma finanche la condivisione vera e l’azione coordinata con i suoi più stretti collaboratori e con la stessa maggioranza, anch’essa chiamata, a nostro avviso, a dare un sussulto anche fuori dal Consiglio comunale per rompere le pericolose acque stagnanti della discussione politica in città». Questi i termini, dunque. Che non si discosterebbero affatto da quelli emersi dalla discussione, tenutasi qualche sera fa, tra i candidati eletti e non eletti d’una delle liste che hanno sostenuto il primo cittadino, la lista “Corigliano-Rossano Futura”.

 

Il Consiglio comunale

 

Sarà un caso che nelle stesse ore Stasi ha sentito l’esigenza di scrivere? Lui ha optato per una lettera aperta rivolta a tutti i cittadini di Corigliano-Rossano (forse gli sarebbe stato più congeniale pure stavolta parlare in diretta alla nazione, o alla comunità internazionale): «Intendo rendere partecipi i cittadini delle azioni e delle difficoltà di questa fase. Sì, ho scritto proprio difficoltà. Al Comune stiamo affrontando soprattutto una grave crisi di personale. Nonostante la pandemia e le crisi che non riguardano il Comune come quella dei rifiuti, nonostante una crisi da deficit del personale senza precedenti, stiamo affrontando problemi trascurati da decenni. In ogni caso è del sindaco la responsabilità di far funzionare le cose, con ogni mezzo a propria disposizione, e non ho alcuna intenzione di rifuggire a queste responsabilità. Delle campagne elettorali spesso si ricordano gli impegni, come è giusto che sia, ma un anno fa sui palchi ho spesso sottolineato come nessuno dei candidati avrebbe avuto la bacchetta magica e che qualsiasi amministrazione, senza la collaborazione dei cittadini, sarebbe stata sommersa dai problemi atavici del territorio»Chiede “collaborazione”, dunque, il sindaco, ma invero sembra chieda “comprensione”. E la sua “pezza” è talmente general-generica che si risolve in un modo per lui politicamente perfetto per rifuggire le svariate questioni postegli - nell’interesse di tutti i cittadini di Corigliano-Rossano - tanto in privato quanto in pubblico dai ribelli della sua base. Che succederà adesso?

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