All’esito d’una verifica fiscale conclusasi nel febbraio 2014, la Procura di Castrovillari aveva chiesto il rinvio a giudizio del presidente d’una cooperativa di pescatori di Schiavonea, a Corigliano-Rossano, il quale avrebbe posto in essere una serie di false rappresentazioni nelle scritture contabili della coop e si sarebbe avvalso di mezzi fraudolenti per ostacolarne l’accertamento, tutto al fine d’evadere le imposte per un ammontare complessivo di quasi 250 mila euro, ed allo scopo di sottrarre all’imposizione fiscale attivi per un ammontare complessivo di quasi un milione d’euro.

 

All’imputato, I.G., di 56 anni, erano state pertanto contestate le accuse d’aver commesso i due reati di frode fiscale pluriaggravata e di destinazione del gasolio fiscalmente agevolato per usi diversi dalla motopesca. Nello specifico, secondo l’accusa, il presidente della coop avrebbe effettuato delle vendite di pescato non riportate in contabilità, ed avrebbe riversato fittiziamente a carico dei pescherecci alcuni costi che in realtà non sarebbero stati sostenuti, oltre ad aver annotato fittiziamente in contabilità il costo del personale e delle partite di gasolio fiscalmente agevolato che in realtà avrebbe venduto per usi diversi dalla motopesca. Nel corso dell’udienza preliminare, l’imputato aveva chiesto di definire il processo nelle forme del rito abbreviato. 

 

L’avvocato Pasquale Di Iacovo

 

Il pubblico ministero aveva chiesto al Tribunale di Castrovillari la sua condanna alla pena di due anni e tre mesi di reclusione. Il Tribunale, condividendo le argomentazioni dell’avvocato Pasquale Di Iacovo, difensore dell’uomo, l’aveva invece assolto “perché il fatto non sussiste” con riferimento al reato di frode fiscale pluriaggravata, e lo aveva condannato alla pena di otto mesi di reclusione per il reato di destinazione del gasolio fiscalmente agevolato per usi diversi dalla motopesca. Il difensore dell’imputato aveva proposto ricorso in appello, e i giudici di secondo grado avevano ridotto la pena da otto a quattro mesi di reclusione. Contro tale decisione l’avvocato Di Iacovo aveva presentato ricorso in Cassazione. E lo scorso 9 giugno i supremi giudici hanno annullato la condanna, mandando così definitivamente assolto l’imputato.

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