Il prefetto di Cosenza Cinzia Guercio (foto) ieri ha tenuto una riunione alla quale hanno partecipato il presidente della Provincia di Cosenza, il sindaco di Cosenza, il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera, il dirigente del Dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale, i vertici delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. «Nel corso dell’incontro – si legge in una nota – s’è avuto modo di verificare la capillarità dei servizi di controllo del territorio, nei quali sono, costantemente, impegnati rilevanti numeri d’equipaggi nonché una efficace risposta della cittadinanza, che, in gran parte, sta rispettando le prescrizioni imposte nell’ambito dell’emergenza Coronavirus».

Durante la riunione è stato portato all’attenzione del prefetto il proliferare d’ordinanze emesse dai sindaci della provincia, che impongono limiti molto più stringenti di quelli previsti dal decreto governativo e dalle ordinanze regionali. «Tali ordinanze, adottate a macchia di leopardo nei territori comunali, oltre ad essere inefficaci ove in contrasto con le previsioni statali – si legge sempre nel comunicato – per come espressamente previsto da un vigente decreto legge, stanno creando disorientamento nelle comunità e la consequenziale esigenza, rappresentata anche dal presidente dell’amministrazione provinciale e dal sindaco di Cosenza, d’un tavolo di confronto, a livello regionale e con la partecipazione dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani.

 

Il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi proprio ieri ha emesso una nuova ordinanza 

 

Tale confronto è stato ritenuto necessario, al fine d’uniformare gl’interventi sul territorio, nell’ambito dell’analisi del contesto di riferimento nella sua generalità, il solo in grado di restituire una visione d’insieme dell’emergenza da gestire e, quindi, di consentire proficui interventi, che, ove settorialmente presi da parte di singoli amministratori locali – conclude la nota – potrebbero generare localizzate manifestazioni di protesta o immotivate richieste emulative d’adozioni di provvedimenti, particolarmente limitativi delle libertà costituzionalmente garantite, quali petizioni popolari, che stanno giungendo ai sindaci del territorio».