A che punto è l’allestimento del polo per il Covid-19 al “Giannettasio”? L’avvocato Algieri trasmette un esposto alla Procura

 

 

Giunge a bordo di un’ambulanza del 118 nel presidio ospedaliero “Guido Compagna” dell’ospedale spoke di Corigliano-Rossano con sintomi sospetti da Covid-19, quando invece il presidio cittadino per il Covid-19 è il “Nicola Giannettasio”. È accaduto intorno alle 9 di stamane. Il paziente trasportato d’urgenza era un 43enne proveniente dal Comune di Mirto-Crosia. Il fatto ha provocato una situazione di caos, tra imbarazzo e paura. Con l’ospedale che va, ancora una volta, in tilt. Già, perché il paziente “sospetto” è passato dal reparto – da tutti utilizzato – di diagnostica radiologica, ecografica e Tac, i cui ambienti sono stati poi sanificati, ma con gli altri pazienti presenti, i medici, gl’infermieri ed altri addetti sanitari che erano stati tutti nello stesso ambiente. Manco a dirlo, il fatto ha provocato il blocco del Pronto soccorso e del servizio Tac/ecografia.

Identica cosa era accaduta nei giorni scorsi al Pronto soccorso del “Giannettasio”, con blocco totale e sanificazione dell’ambiente. I due presidi ospedalieri, dunque, ancora ad oggi, in piena emergenza Coronavirus, non sono distinti nelle loro funzioni e non hanno ancora separato i reparti, in particolare il comparto degli esami diagnostici per le comuni urgenze di malattia e per le ecografie dedicate alle donne in gravidanza, da quelli da dedicare esclusivamente al Covid-19 e sospetti ad esso connessi, causando il pericolo di contagio per tutti. A denunciare quanto accaduto stamane, attraverso un lungo e dettagliatissimo esposto, già trasmesso alla Procura di Castrovillari e per conoscenza alle massime autorità sanitarie a partire da quelle nazionali, è l’avvocato coriglianese Graziella Algieri. La professionista ha infatti vissuto in prima persona l’accaduto, in quanto presente: «Ancora oggi i Responsabili non si sono degnati d’intervenire ed identificare un unico plesso di raccolta per i sospetti di Coronavirus e permettono di bloccare entrambi i nosocomi della città, entrambi i Pronto soccorso, i reparti di diagnostica per Tac ed ecografia, e ciò avviene in modo costante e ripetuto, col rischio di diffusione del Covid-19 e col relativo obbligo di sanificazione degli ambienti più volte verificatosi in questi terribili giorni, tanto al “Compagna” quanto al “Giannettasio”».

 

L’avvocato Graziella Algieri

 

Secondo l’avvocato Algieri, il proprio articolato esposto «è senz’altro valutabile per l’individuazione d’eventuali reati di rischio epidemia a causa dei mancati interventi risolutivi da parte delle autorità competenti».

Quale presidio ospedaliero dedicato all’emergenza del Covid-19 è stato già individuato il “Giannettasio”, ma anche lì un’adeguata protezione degli ambienti ove raccogliere i presunti casi di Coronavirus, da separare dai reparti comuni e di diagnostica non è ancora avvenuta. E all’occorenza è necessario bloccare tutto e sanificare gli spazi. «Attualmente tutti gli operatori sanitari dei due nosocomi sono a rischio. Inimmaginabile l’eventuale blocco d’ogni attività e servizio sanitario di molti operatori, anche di coloro che non operano nelle zone a rischio ma esposti, nella stessa ed identica misura, al pericolo d’epidemia», insiste la professionista, ed aggiunge: «Al momento, entrambi gli ospedali e i relativi Pronto soccorso risultano spesso in “blocco servizio” per essere sanificati, col pericolo di contagio per tutti e la propagazione dell’epidemia. Il mio assoluto sostegno va a tutti gli operatori sanitari dei due nosocomi per il lavoro che stanno svolgendo, pur senza mezzi e senza protezione. L’esposto è teso a garantire, prima di tutto, la loro salute e il loro operato diligentemente svolto in questi giorni».