Come cittadina di questo Paese e psicoterapeuta, provo a condividere con chi mi leggerà il mio sconcerto e la mia grande preoccupazione per quello che sta succedendo in Italia in questo periodo, per il panico scatenato in questi giorni e per le conseguenze disastrose di tipo psicologico e comportamentale che si avranno, se continuerà questo stress a lungo. Dopo la diffusione del Coronavirus, la preoccupazione di ognuno, al solo pensiero di poter essere contagiato da un nemico che non si vede, ma così potente e insidioso da fare vittime ovunque

dopo che ci è stato detto che le scuole, i negozi, le palestre, i bar, i parrucchieri… sarebbero stati chiusi, dopo che ci è stato intimato di dover stare a distanza l’uno dall’altro, come potenziali “appestati”, di chiuderci in casa, tutti, che è un’emergenza, dopo tutto questo, che è giusto osservare sicuramente, le persone vengono addirittura fermate per strada, quelle che si muovono per comprovati motivi, dovendo motivare con autocertificazione alla mano dove si stia andando o cosa si stia facendo.

 

È vero, c’è un’emergenza, ma mi chiedo, e a tale proposito ci sono pareri molto più autorevoli del mio, come si possa privare un individuo di ogni sua libertà come si sta facendo. Si deve salvaguardare la salute, quella fisica innanzitutto, certo, ma non si pensa a quella psichica? Da sette giorni che siamo costretti a casa, già un senso di impotenza, di disorientamento, di ansia si avverte nelle persone, sia adulti, molti costretti a casa a lavorare dal proprio computer, ma soprattutto nei ragazzi, che privati della scuola e delle normali forme di aggregazione, già dopo una settimana di questo isolamento gli uni dagli altri, danno segni di nervosismo, di incredulità, chiedendosi quando finirà tutto questo. Già, quando finirà? Se questa situazione si prolungherà per molto tempo, e già sappiamo che sicuramente non basteranno 15 giorni, allora, come sostiene il noto psichiatra Paolo Crepet, «potrebbe iniziare una fase depressiva e dopo diventerà più difficile pensare al futuro».