No. Non è colpa degli smartphone e dei social. Già, perché essi sono strumenti utilissimi a tutti, ma tra questi tutti c’è chi li usa in modo barbaro, e siete in tanti. È sugli smartphone e sui social che gli organi d’informazione, AltrePagine tra questi, veicolano le loro notizie. Talvolta si tratta di notizie forti, e in modo assai particolare nelle giornate tremende che stiamo, tutti, vivendo. Cronache di persone infettate dal Covid-19, persone sofferenti e a volte con sintomi e dolori atroci, persone ricoverate in brandelli d’ospedale come quelli di Corigliano-Rossano, persone trasportate in ambulanza da un ospedale ad un altro, quando, dopo ore, finalmente quell’ambulanza arriva e spesso è un ferrovecchio sgangherato. Persone.

Sono otto finora le persone infettate dal Coronavirus a Corigliano-Rossano, e tantissime altre sono tuttora in stato di quarantena sanitaria o volontaria perché familiari stretti oppure amici e conoscenti che hanno avuto a che fare con quelle otto. Noi speriamo di poter chiudere finalmente l’archivio di queste cronache a questo numero. Che non è un mero numero, dal momento che si tratta di persone, come noi. Come voialtri. Sì: come voi tanti altri che le nostre cronache, il nostro professionale lavoro quotidiano certo non immune a qualche errore che è un fatto umano proprio come le persone, lo state sporcando in modo barbarico e barbaro proprio utilizzando i social, Facebook e WhatsApp in particolare. Coi vostri commenti disumani, che trasudano viscerale risentimento, odio, quando scrivete che sarebbe opportuno che noialtri giornalisti fornissimo i nomi delle persone ammalate perché questo vi servirebbe per tutelare le vostre, di persone. Mors tua vita mea, insomma. Non immaginavamo affatto che ci debba toccare persino d’informare un’orda d’analfabeti (che ignora e che neppure ragionandoci su, ci arriva) che non solo le norme deontologiche che disciplinano il lavoro giornalistico non consentono la pubblicazione dei nomi delle persone malate, ma non lo consentono pure le norme non scritte della nostra umana morale nel rispetto delle stesse persone malate, alle quali auguriamo una rapida ed ottima guarigione.

 

Una seduta del Consiglio comunale di Corigliano-Rossano

 

Auguri di rapida ed ottima guarigione, quindi, alla consigliera comunale contro la quale, da ieri, proprio voi affetti dal morbo dei barbari siete particolarmente accaniti, non avendo risparmiato affatto gli altri nei giorni precedenti. Sarebbe ripugnante passare in rassegna centinaia di commenti dai toni barbarici, scritti sulla base degli ancor più ripugnanti toni e parole dei messaggi vocali che state inoltrando ai vostri contatti WhatsApp accompagnati dalla foto del santino elettorale della consigliera, nei quali la comara che ha appena ricevuto una telefonata dalla sua amica fonta certa vi rivela la “verità” sulla vita e le azioni d’una persona che, in questo momento, come altre sette persone di Corigliano-Rossano, giace su un letto d’ospedale impotente e magari è nelle condizioni di poter leggere su Facebook e d’ascoltare su WhatsApp le vostre aberranti contumelie, i vostri perentori giudizi, le vostre lezioni d’alto senso politico delle istituzioni, roba che fosse vera non saremmo affatto a questo livello di barbarie. Al netto d’ogni verità, vera o meno che essa sia.