La Procura di Castrovillari ha chiuso le indagini e chiesto il rinvio a giudizio per i notissimi e potenti imprenditori Greco di Cariati. In due sono indagati per concorso in bancarotta fraudolenta, distrattiva e documentale aggravata. Secondo le accuse mosse nei loro confronti da parte del sostituto procuratore Angela Continisio, i due fratelli imprenditori, Saverio, di 51 anni, e Cataldo, di 56, in qualità, rispettivamente, d’amministratore di “Alimentitaliani Srl”, società costituita il 5 dicembre 2016 e dichiarata fallita il 22 dicembre dell’anno successivo, e socio amministratore della “Poderi Greco Tommaso ss agricola”, avrebbero commesso la bancarotta fraudolenta ed avrebbero distratto e dissipato il patrimonio aziendale della società “Alimentitaliani Srl”, trattenendo poi i libri e le altre scritture contabili in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari.

L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato depositato lo scorso 26 di febbraio, lo stesso giorno in cui il nostro giornale, con un pezzo a firma di Maria Teresa Improta (Azienda nazionale in crisi acquistata dai Greco di Cariati a… un euro!), ricostruiva l’intera trama della presunta sporca faccenda che coinvolgerebbe pure importanti e potenti politici di livello nazionale e di governo - pure di quello attuale - espressioni del Partito democratico.

 

 

A seguito del fallimento del gruppo imprenditoriale dell’Umbria “Fattorie Novelli”, il gruppo de “iGreco” decise d’inserirsi nella trattativa che era in corso al Ministero dello Sviluppo economico acquisendone tutti gli asset aziendali per la simbolica cifra d’un euro, presentando istanza di concordato al Tribunale di Castrovillari per rilevarne crediti e debiti con un investimento iniziale d’un milione e mezzo d’euro. Una soluzione che avrebbe dato nuova speranza a banche, fornitori e lavoratori. 

 

La “Alimentitaliani Srl” - evidenziò la Procura di Castrovillari allora guidata da Eugenio Facciolla - era una società partecipata al 95% da “Fattorie Greco Srl” ed al 5% dalla “Phoenix Srl” controllata al 100% da “iGreco ospedali riuniti” amministrata da Saverio Greco. Socio al 33% delle “Fattorie Greco Srl” era proprio Saverio Greco, che era pure amministratore unico della “Alimentitaliani Srl”. Ed a lui fa capo pure “iGreco ospedali riuniti”. Un enorme conflitto d’interessi tra garante e garantito, dunque, basato su un sistema a scatole cinesi. Nemmeno le garanzie economiche presentate furono ritenute valide dal Tribunale di Castrovillari per i creditori, perché inidonee. Non solo. Già, perché appena ottenuto il gruppo “Fattorie Novelli”, prima dell’approvazione del concordato da parte del Tribunale, i due fratelli Greco avrebbero favorito il passaggio d’alcuni milioni d’euro tra le loro due società. Che, secondo i magistrati della Procura, sarebbe stato distratto dalle disponibilità del gruppo “Fattorie Novelli”, rivendendo pure le tre società in attivo - “Biagricola”, “Fattorie” e “Cantine” - a “Poderi Greco Tommaso ss agricola”, svuotando, di fatto, la parte produttiva del gruppo umbro e trasferendole a quello di Cariati.

 

 

Il Tribunale di Castrovillari dichiarò quindi il fallimento di “Alimentitaliani Srl” bloccando il concordato richiesto dai Greco. Ma v’è di più. Già, perché il sostituto procuratore Continisio ha pure rilevato che la contabilità di “Alimentitaliani Srl” sarebbe stata affidata alla società “Jureka Srl” il cui capitale era detenuto al 98% da Rita Manfredi - la madre di Saverio e Cataldo Greco - e che essa società non aveva consegnato ai curatori nominati dopo il fallimento del 22 dicembre 2017, alcun documento di bilancio, non tenendo la contabilità e, quindi, i guadagni, utilizzando persino un software di contabilità con forzature manuali tali per cui sarebbe stato creato un disallineamento nei conti.