Se appena qualche mese fa ci avessero chiesto come avremmo immaginato potesse avvenire la fine del mondo e l’estinzione dell’umanità, le risposte più numerose sarebbero state certamente riferite ad un’invasione aliena, ad una guerra nucleare, i più nostalgici e religiosi di noi avrebbero pensato ad un nuovo diluvio universale ma ad “un cazzo” di Coronavirus credo ci avrebbero pensato veramente in pochi. E così sarà: non moriremo di Coronavirus! Certo la botta è forte, fortissima. Dobbiamo fare in modo che questa catastrofe insegni almeno qualcosa. Detta in modo banale dovremmo lanciare i soliti anatemi contro i politici incapaci e ladri che hanno distrutto e inquinato il sistema sanitario italiano e bla bla bla, ma i politici sono lì perché eletti e sono lo specchio di un popolo il cui livello culturale medio è veramente di basso profilo.

La democrazia di Internet non ci ha migliorato, tutt’altro. I social media sono diventati il campo di battaglia dove sputare solo veleno contro chicchessìa - anche i più ignoranti hanno l’ardire di cimentarsi in post anche di più di un periodo senza temere di cadere nel ridicolo - e sono soprattutto il luogo dove si ritrovano gli allocchi creduloni pronti a condividere le grandi cavolate complottiste e non, create ad arte dai produttori professionali di fake news. Non voglio fare il maestrucolo, vorrei solo consigliare più prudenza quando si danno giudizi sulle persone, in special modo su quelle che oggi hanno grandi responsabilità ed anche sui fatti che andrebbero conosciuti nella loro essenza. I toni accesi, la violenza verbale di chi crede di avercelo più grosso e di avere la verità in tasca servono solo ad alimentare il fuoco di un grande incendio già in corso.

 

È il momento della calma, ma anche dell’intransigenza per chi non si attiene alle regole, il momento di stringerci e di pensare alle nostre priorità nella vita, agli affetti veri, alla famiglia. La fede può aiutarci, ma il Governo più in concreto deve urgentemente pensare a come sostenere le famiglie ed i tanti lavoratori presi alla sprovvista da questa emergenza e che possono essere carenti di liquidità economica. Stessa cosa per le piccole e grandi aziende, per gli artigiani ed i commercianti in prossimità di scadenze di affitti e bollette, sospendere solo le tasse non basta. Penso, inoltre, alle tantissime mamme che vedono moltiplicare il loro impegno avendo figli e marito sempre in casa. Non ci voleva, ma c’è e passerà e noi non moriremo di Coronavirus!