Stazionavano e bivaccavano assiepati insieme su due delle panchine di Piazzetta Portofino, nella popolosa frazione marina di Schiavonea, a Corigliano-Rossano. Sorpresi dai carabinieri, sono stati denunciati per avere violato le norme del decreto del Governo finalizzato a contenere la diffusione del contagio dal Covid-19, il Coronavirus. Si tratta di 6 persone, cinque coriglianesi ed una di nazionalità bulgara. È accaduto durante la serata di ieri.

I militi hanno chiesto loro se fossero in possesso dell’autocertificazione comprovante le esigenze lavorative, assistenziali, mediche o di prima necessità prevista dalla normativa, che avrebbe consentito loro gli spostamenti esterni. E non l’avevano. Interrogato dai militari, il gruppetto ha dato delle risposte assolutamente superficiali. Qualcuno, tra l’altro, ha persino asserito di non voler stare «agli arresti domiciliari» in casa e che il Coronavirus è «tutto una bufala mediatica». I sei, dai 18 ai 55 anni d’età, sono stati quindi denunciati e rischiano la condanna fino a tre mesi di reclusione.

 

Solo nella giornata di ieri i carabinieri coriglianesi hanno controllato oltre 30 persone e una decina di locali per la verifica della corretta attuazione della normativa prevista dal decreto governativo. L’altro ieri a Mirto-Crosia i carabinieri hanno denunciato una donna che, nonostante fosse in stato di quarantena obbligatoria nella propria abitazione, s’era recata in banca per effettuare un’operazioe, mentre a Cariati sono stati denunciati, sempre dai carabinieri, due giovani che erano ritornati dal Nord Italia senza aver denunciato il loro ritorno alle autorità locali, come previsto dalle norme emanate nel decreto del Governo e nelle ordinanze regionali e comunali.