“Zio Mario”, all’anagrafe Emilio Santoro, 68enne originario di Cariati, nelle ultime ore sembrerebbe fungere da cardine nell’inchiesta “Genesi” della Procura di Salerno in cui risultano indagate 8 persone. Tra queste spicca la figura del presidente di sezione della Corte d’appello di Catanzaro Marco Petrini col quale, come confermato da entrambi nel corso dei recenti interrogatori, Santoro avrebbe intrattenuto rapporti finalizzati a presunte dazioni di denaro in cambio di sentenze clementi (la foto in alto li ritrae insieme).

Il dottor Emilio Santoro dopo aver lavorato dal 1999 nella sanità dello Jonio cosentino (ex Azienda sanitaria locale di Rossano, dipartimento d’Igiene pubblica e direttore del distretto di Trebisacce) era entrato a far parte degli uffici dell’Azienda sanitaria provinciale di Via Alimena, a Cosenza, alla fine del 2018. All’epoca direttore generale era Raffaele Mauro, del quale sin da subito, da quanto trapela dagli ambienti dell’Azienda sanitaria provinciale cosentina, si palesa essere il braccio destro. A lui viene affidata la stanza dell’ufficio di Pietro Filippo, il dirigente condannato per truffa e dimessosi dopo l’arrivo del sub commissario al piano di rientro Thomas Schael. Mauro il quale, insieme a Santoro, in più occasioni avrebbe incontrato a Catanzaro il giudice Petrini, ma non è tra gl’indagati.

 

La sede della Corte di appello di Catanzaro

 

Intanto ieri il Tribunale del riesame ha annullato la misura cautelare per l’amante di Petrini, l’avvocato Marzia Tassone finita agli arresti domiciliari lo scorso 15 gennaio. Dalle memorie difensive depositate e dalle dichiarazioni rese nel corso degl’interrogatori, non è da escludere che possano aprirsi nuovi scenari che potrebbero coinvolgere anche i vertici della sanità cosentina con cui Santoro era in stretto legame.