I medici non intendono più lavorare da “fuorilegge”

 

 

A distanza di meno di quattro mesi dall’atto di chiusura, poi scongiurato grazie al tempestivo intervento del sindaco Flavio Stasi e del parlamentare locale Francesco Sapia, l’ospedale spoke di Corigliano-Rossano corre nuovamente il gravissimo rischio che da qui ad ore, oppure a giorni, possa vedere, per il corso degl’irreversibili eventi negativi, il reparto di Pediatria nuovamente chiuso ai ricoveri col contestuale trasferimento dei piccoli ricoverati negli omologhi reparti d’altri presidi ospedalieri della provincia di Cosenza.

Da qualche giorno, infatti, sulle scrivanie del direttore sanitario dell’ospedale, del commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, del direttore del Settore Risorse umane della stessa Asp, del suo responsabile del Risk management e del capo del Dipartimento materno-infantile, c’è una lettera, a firma del direttore della Pediatria coriglianrossanese Francesco Petrone, in cui si denuncia la situazione d’ulteriore aggravamento delle condizioni di precarietà che da tempo oramai investono il reparto in ordine alla gestione del lavoro quotidiano da parte del personale medico che anziché essere potenziato oggi è ulteriormente ridotto, e che per questo non può più consentire una turnazione che possa risultare sufficiente a supportare il carico di lavoro.

I turni dei medici in servizio nel reparto - appena 4 direttore compreso - sono stati coperti pure in questi mesi di continua e costante emergenza grazie al notevole sacrificio degli stessi, che si sono sottoposti ad un lavoro massacrante, con ulteriore stress psico-fisico che diventa ogni giorno sempre più pericoloso sia per i pazienti sia per gli stessi medici. I quali adesso non intendono più lavorare da “fuorilegge”, ma vogliono rispettare le norme vigenti e disciplinate dal loro Contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

 

Il direttore di Pediatria, nella propria missiva, avrebbe palesato che tale volontà del personale medico non sarebbe da parte dello stesso più dilazionabile nel tempo, in assenza d’adeguate soluzioni da parte della dirigenza dell’Azienda sanitaria provinciale. Che continua a non mandare pediatri in servizio nel presidio “Guido Compagna” dell’ospedale spoke di Corigliano-Rossano. Non solo. Il direttore di Pediatria ed i suoi sottoposti medici, nello stesso documento avrebbero preannunciato alla dirigenza cui esso è indirizzato, l’intenzione d’adire tutte le azioni sancite dalle norme vigenti, comprese le azioni legali, al fine di tutelarsi e di tutelare i pazienti ricoverati in reparto. E richiedono, infine, che vengano predisposte con la massima urgenza le più opportune disposizioni atte a scongiurare gravi disagi ai pazienti presenti ed a quelli futuri, e a porre fine al danno che si starebbe consumando nei confronti del personale medico. La lettera del direttore di Pediatria sarebbe sui tavoli istituzionali dell’Azienda sanitaria sin dall’inizio di questa settimana. E - finora - pare non abbia avuto alcun tipo di riscontro. È evidente che appena dietro l’angolo potrebbe esserci un imminente provvedimento di chiusura del reparto, così come avvenne lo scorso 18 ottobre. E la chiusura di Pediatria potrebbe significare, con reale certezza, proprio come avvenne il 18 ottobre, la contestuale ed obbligata chiusura pure dell’Ostetricia-Ginecologia. Che senza la Pediatria non potrebbe continuare a fare rimanere in vita il “Punto nascite” dell’ospedale di Corigliano-Rossano, storicamente uno dei più produttivi ed uno dei migliori della Calabria.  

 

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