Narcotraffico intercontinentale: tranne Ginese tutti condannati

 

 

Sono state depositate nei giorni scorsi le motivazioni della sentenza emessa lo scorso 24 ottobre dalla suprema Corte di Cassazione, con la quale s’è concluso, ma non per tutti gl’imputati alla sbarra, il maxiprocesso per associazione a delinquere dedita al traffico intercontinentale di droga denominato “Gentleman” nei confronti d’un nutrito gruppo d’appartenenti al locale di ‘ndrangheta con basi operative Cassano Jonio e Corigliano, la popolosa zona nord dell’attuale città unica di Corigliano-Rossano. In tutto sono state venti le persone condannate definitivamente nel processo scaturito dalla retata ordinata il 16 febbraio del 2015 dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e condotta dai reparti più specializzati della Guardia di finanza: il Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) di Catanzaro ed il suo Servizio centrale (Scico) di Roma che avevano condotto le indagini avvalendosi d’intercettazioni telefoniche, ambientali, e d’altro tipo di tecnologicamente sofisticate investigazioni.

L’inchiesta “Gentleman” ha stroncato un colossale traffico di droga su scala intercontinentale, con importazioni nella Sibaritide d’ingentissime partite di cocaina importate dall’Argentina e dal Paraguay, nel continente Sudamericano, dall’Europa, in particolare dall’Olanda e dalla Germania, e d’hascish e marijuana dall’Est Europa, in particolare dall’Albania. Per sei delle venti persone definitivamente condannate, la Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio soltanto per un nuovo ricalcolo della pena, poiché nel mese di marzo dello scorso anno la Corte Costituzionale ha modificato la legge, prevedendo, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti di tipo pesante, una pena minima di 6 anni anziché di 8 anni come era previsto in precedenza.

 

Il palazzo della suprema Corte di Cassazione a Roma

 

Di conseguenza, per effetto di tale modifica legislativa intervenuta dopo la sentenza d’appello, per Luigi Abbruzzese la Corte d’appello di Catanzaro potrebbe diminuire di qualche mese la condanna di 20 anni di reclusione, che comunque non potrà più scendere al di sotto dei 18. Stessa sorte toccherà a Vincenzo Fuscaldo, al quale la Corte d’appello potrebbe diminuire la condanna di 6 anni, che comunque non potrà più scendere al di sotto dei 4 anni e otto mesi. Anche ad Antonio Pavone la Corte d’Appello potrebbe diminuire la condanna di 11 anni e quattro mesi, che comunque non potrà scendere al di sotto dei 10 anni. Allo stesso modo per Gerardo Schettino la Corte d’appello potrebbe diminuire la condanna di 10 anni, che comunque non potrà più scendere al di sotto dei 9 anni, mentre per Fisnik Smajlaj la Corte d’appello potrebbe diminuire la condanna di 15 anni e quattro mesi, che comunque non potrà più scendere al di sotto dei 14 anni. Per Antonio Abbruzzese detto “Banana” la Cassazione ha invece annullato con rinvio la condanna per l’accusa d’associazione dedita al narcotraffico, confermando però la condanna per il reato di spaccio d’eroina, e pertanto la Corte d’appello potrebbe assolverlo dall’associazione e rideterminare la pena ad un minimo di 6 anni di reclusione per la condanna definitiva dello spaccio di eroina.

 

Filippo Solimando e Salvatore Nino Ginese

 

L’unico imputato nei cui confronti l’annullamento della sentenza d’appello è stato totale, Salvatore Nino Ginese, già condannato a 9 anni e quattro mesi, e solo per lui - difeso dall’avvocato Pasquale Di Iacovo - il processo dovrà quindi ricelebrarsi tutto daccapo, con la possibilità dunque che la Corte d’appello potrebbe annullare definitivamente la condanna nei suoi confronti per entrambi i reati contestati. In particolare, si legge nella motivazione della sentenza della Cassazione che sono stati accolti tutt’e tre i motivi di ricorso presentati dall’avvocato Di Iacovo, poiché la motivazione della sentenza di condanna della Corte d’appello fonda su elementi che non sono idonei a resistere alle critiche ed alla documentazione forniti dalla difesa per dimostrare l’inattendibilità dei pentiti che l’hanno accusato d’aver partecipato all’attività dell’associazione, e poiché la motivazione della Corte d’appello fonda su elementi indiziari che non sono idonei a resistere alle critiche ed alla documentazione forniti dalla difesa per dimostrare la non identificabilità di Ginese nel soggetto che avrebbe partecipato alle attività dell’associazione ed all’organizzazione del trasporto di sostanza stupefacente da Reggio Calabria a Corigliano.

 

L’avvocato Pasquale Di Iacovo

 

Nei confronti di tutti gli altri imputati, i giudici della Cassazione hanno rigettato tutti i motivi di ricorso, confermandone dunque - e in modo definitivo - le condanne. Si tratta di Angelo Salvatore Andracchi, 7 anni e otto mesi; Marino Belfiore, 3 anni e quattro mesi; Alfonso Brandimarte, 10 anni e otto mesi; Danilo Ferraro, 5 anni e quattro mesi; Antonio Giorgio Florio, 4 anni; Dilaver Hajdini, 16 anni e otto mesi; Antonio Malagrinò, 4 anni; Pedro Juan Petrusic, 4 anni e cinque mesi; Francesco Policastri, 8 anni e otto mesi; Leonardo Policastri, 4 anni (i fratelli Policastri nelle foto in apertura); Giambattista Serio, 2 anni e quattro mesi; Filippo Solimando, 20 anni; Giacomo Solimando, 11 anni e quattro mesi; Massimiliano Valente, 6 anni. Gl’imputati sono stati difesi da un nutrito collegio d’avvocati composto, tra gli altri, da Alfredo Gaito, Giosuè Naso, Giancarlo Pittelli, Sergio Rotundo, Giorgia Greco, Cesare Badolato, Enzo Belvedere, Rossana Cribari e Rosetta Rago.

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