E pure il verbale finalizzato a tappare momentaneamente altre falle nell’ospedale spoke, dal 5 dicembre è lettera morta… 

 

 

Nella mattinata di ieri, un uomo residente a Vaccarizzo Albanese che avvertiva dolori al petto con un infarto in corso, è morto lungo la Strada statale 106 all’altezza del bivio di contrada Insiti, mentre in macchina, con la moglie alla guida, cercava di raggiungere il presidio ospedaliero rossanese “Nicola Giannettasio” (foto) del cosiddetto ospedale spoke di Corigliano-Rossano. Dove comunque avrebbe trovato l’Unità operativa di Cardiologia e di terapia intensiva coronarica chiusa. Con ogni probabilità, i due coniugi non erano informati del fatto che l’unica Cardiologia della Sibaritide è stata chiusa oltre dieci giorni fa a causa di gravissime carenze strutturali ed igienico-sanitarie (sic!).

Il drastico provvedimento di sospensione dei ricoveri nel reparto, ed il trasferimento in altri presidi ospedalieri della Calabria e della Basilicata dei pazienti che v’erano ricoverati, reca infatti la data dello scorso 4 dicembre. Per lo sfortunato signore il problema non s’è neppure posto perché purtroppo il suo cuore s’è fermato a pochi chilometri di distanza, in una maledetta domenica, lì sulla “superstrada”.

 

A seguito del provvedimento di chiusura della Cardiologia, una riunione dei vertici dell’Azienda sanitaria provinciale col sindaco della città Flavio Stasi era servita per programmare i lavori di rifacimento del reparto di Cardiologia, il trasferimento momentaneo del reparto stesso dal secondo al quarto piano del “Giannettasio”, il potenziamento della struttura sanitaria con l’Emodinamica e l’Elettrofisiologia, oltre all’impiego del personale medico ed infermieristico della Cardiologia nei Pronto soccorso e nell’Unità operativa di Medicina del presidio ospedaliero coriglianese “Guido Compagna”, strutture oggetto d’una cronica carenza di personale.

 

Il presidio ospedaliero “Guido Compagna” 

 

Il verbale è stato sottoscritto il 5 dicembre: dei 13 infermieri che erano in servizio a Cardiologia, 8 sono previsti in servizio momentaneo al Pronto soccorso coriglianese, 5 in quello rossanese, mentre 5 medici a turno dovrebbero garantire le consulenze cardiologiche urgenti in Pronto soccorso a Rossano ed altri 4 a Corigliano. Nel verbale - rimasto lettera morta - si legge pure che «il personale medico di Cardiologia sarà gestito dal primario di Medicina, che di concerto col dirigente del Pronto soccorso individuerà 3 medici da assegnare proprio al Pronto soccorso di Corigliano». Ad oggi, però, tale momentaneo provvedimento non è stato adottato, mentre le preoccupazioni di chi soffre di cuore e non solo di questi, aumentano senza che nessuno dia alcun tipo di spiegazione

 

LEGGI ANCHE

Corigliano-Rossano | (Più) guai a farsi cogliere da infarto: la Cardiologia resta chiusa