Si terrà il prossimo 28 gennaio, dinanzi al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Castrovillari Carmen Ciarcia, il processo per l’omicidio del 26enne rossanese Antonio Barbieri, consumato in contrada Petra allo Scalo rossanese la sera del 12 gennaio scorso a colpi di pistola (il giovane era rimasto gravemente ferito ed era deceduto quattro giorni dopo in ospedale), che vede imputati due coriglianesi: Cristian Filadoro, pregiudicato di 28 anni (foto a sinistra), ed il suo amico pregiudicato Vincenzo Fornataro, di 33 (foto a destra). Entrambi saranno giudicati col rito abbreviato, come da loro stessi richiesto nel corso dell’udienza preliminare tenutasi oggi per tramite dei loro avvocati difensori Francesco Paolo Oranges, Giuseppe Bruno e Massimo Ruffo dei fori di Castrovillari e di Paola. Il gup Ciarcia, su richiesta degli avvocati difensori Andrea Salcina e Giovanni Bruno del foro di Castrovillari i quali hanno rilevato un difetto di competenza dello stesso giudice nei confronti delle loro assistite, dopo una lunga camera di consiglio ha invece stralciato dal processo principale le posizioni della fidanzata di Filadoro, Marika De Santis di 20 anni, e della madre della stessa ragazza Assunta Zangaro, di 47. Entrambe le donne sono imputate di favoreggiamento personale nell’omicidio di Barbieri, ma per loro si terrà un processo a parte.

L’accusa è rappresentata dal pubblico ministero Giovanni Tedeschi. Nel processo sono parti civili i familiari del giovane ucciso, assistiti dagli avvocati Ettore Zagarese, Francesco Nicoletti ed Emanuele Sapia

 

Antonio Barbieri morì quattro giorni dopo in ospedale

 

I due imputati principali, Filadoro e Fornataro, avevano confessato l’omicidio poco dopo essere stati fermati dalla polizia a distanza di pochi giorni dal terribile delitto che ha come movente la gelosia di Filadoro nei confronti della propria fidanzata Marika De Santis, la quale in precedenza era stata sentimentalmente legata proprio a Barbieri il quale quella sera era andato ad affrontarla per una chiarimento nel bar-panetteria “Pan bar”, dove la stessa ragazza lavorava come barista. La ragazza, con la madre la quale era nel frattempo intervenuta sul posto, aveva subito avvisato telefonicamente il fidanzato. Il quale, armato di pistola calibro 7,65, s’era fatto accompagnare da Fornataro con l’Alfa 146 di quest’ultimo proprio davanti al “Pan bar” di Via Bruno Buozzi, dove Barbieri continuava a stazionare a bordo della propria Mercedes.

 

Il giovane ferito a morte a bordo della sua Mercedes  

 

Barbieri, dunque, negli ultimi tempi s’era avvicinato troppo alla sua ex, la quale era già sentimentalmente legata a Filadoro. Purtuttavia, al di là della gelosia, il contesto sociale, di chiara natura criminale, secondo la pubblica accusa avrebbe armato con premeditazione la mano del feritore a morte, il quale era andato ad affrontare il rivale proprio con l’intenzione finale di sbarazzarsene, sparandogli alla testa. Il killer reo confesso di Barbieri, in carcere come il reo confesso suo complice, figura infatti tra gl’imputati del processo denominato “Tribunale” per associazione a delinquere e svariati altri reati, il cui dibattimento è tuttora in corso davanti ai giudici dello stesso Tribunale di Castrovillari.

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