La notizia è di quelle pesanti, ma era nell’aria da tempo. La sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura presieduta da David Ermini, ha infatti deciso la misura cautelare del trasferimento di sede, con cambio di funzione, per il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla (foto)da qualche mese indagato dalla Procura di Salerno. Il provvedimento è di due giorni fa. L’ordinanza stabilisce che il magistrato sia trasferito al Tribunale di Potenza come giudice civile «per aver violato i doveri di imparzialità, correttezza e riserbo».

Una delle accuse “disciplinari” al procuratore Facciolla era quella d’aver fornito dati “sensibili” a una persona non legittimata a detenerli, fatto che sarebbe emerso nel corso delle indagini che lo vedono coinvolto. Il procedimento disciplinare s’incrocia infatti con l’inchiesta della Procura di Salerno, che ha chiesto il rinvio a giudizio per Facciolla. L’udienza preliminare nei confronti del procuratore di Castrovillari a Salerno è fissata proprio per stamane.

 

Palazzo dei Marescialli in Piazza Indipendenza a Roma, sede del Consiglio superiore della magistratura 

 

L’inchiesta giudiziaria riguarda il rapporto con “Stm”, una società con sede a Pietrafitta di cui è amministratrice Marisa Aquino, ma gestita di fatto dal consorte della donna, il poliziotto cosentino Vito Tignanelli, e la gestione dell’inchiesta su “Calabria Verde” in relazione ad alcune interferenze con la maxinchiesta antimafia “Stige” condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro diretta dal procuratore Nicola Gratteri. La misura cautelare del trasferimento del procuratore Facciolla era stata richiesta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. E alla richiesta del ministro s’era associata la Procura generale della Corte di Cassazione.

 

L’avvocato difensore del procuratore, Antonio Zecca, ha precisato che «al momento è tutto sospeso, perché ci saranno le impugnazioni consequenziali». Zecca, che non ha difeso Facciolla davanti al Csm, dice che «non sono direttamente interessato alla vicenda disciplinare, perché rappresento il dottore Facciolla solo in sede penale, ma posso dire che è giunta l’ora che i cittadini possano esercitare un controllo non solo sull’esercizio della giurisdizione, visto che le sentenze sono emesse in nome del popolo italiano, ma anche sui procedimenti disciplinari che determinano singolari spostamenti di magistrati, proprio alla luce degli ultimi accadimenti che hanno innescato sicuro allarme sociale».