È una singolare vicenda giudiziaria quella che l’altro ieri nelle aule del Tribunale di Castrovillari ha visto condannato, per diffamazione aggravata a mezzo della stampa, il 24enne rossanese Mirko Sapia, appartenente a una famiglia d’imprenditori locali attivi nel settore delle pompe funebri.

Nel processo che l’ha visto imputato e condannato, s’era costituito parte civile, attraverso gli avvocati Raffaele e Provino Meles del foro di Castrovillari, il 56enne Domenico Aloe, un attacchino di manifesti anch’egli rossanese, vittima del fatto diffamatorio. Che risale al dicembre 2016. Quando Aloe aveva notato, su d’un manifesto che annunciava la ferale notizia della scomparsa d’un concittadino, un riquadro contenente delle frasi offensive nei suoi confronti. Lo scritto si riferiva infatti proprio alla vittima della diffamazione, col soprannome col quale egli è conosciuto in città, col quale lo s’accusava di coprire i manifesti su commissione d’imprese funebri concorrenti dietro corrispettivo in denaro.

 

Il Tribunale di Castrovillari

 

L’uomo aveva quindi formalizzato una denuncia-querela nei confronti di Mirko Sapia, allora titolare dell’agenzia di pompe funebri “Uva”. Il quale, secondo l’accusa, avrebbe ordinato quella diffamatoria affissione. E il processo nei confronti del giovane s’è concluso proprio l’altro ieri con la condanna nei suoi confronti al pagamento d’una multa pari a 900 euro, al risarcimento dei danni in favore della parte offesa ed al pagamento delle spese legali e processuali.