Davvero, non c’è che dire. Non c’è limite alla fantasia, nella politica quanto, talvolta, nel giornalismo locale. Così, da qualche ora capita che il telefono, il WhatsApp, il Messenger di Facebook e quant’altro di AltrePagine sono presi d’assalto per avere conferma d’una “notizia”, assai stravagante, letta su un altro organo d’informazione. Ai nostri sacri lettori non possiamo non rispondere, ma rispondiamo pubblicamente. Non abbiamo alcuna conferma di quella “notizia”. Che notizia poi non è, dal momento che il giornale in questione già titola «Non è vero, ma ci credo! …». E beato lui, o lei!

Già, perché noialtri siamo abituati alle notizie vere. E - nei campi minati delle indiscrezioni politiche sempre suscettibili di smentite o di cambi di direzione - a quelle che un fondo di verità ce l’hanno sempre. La “notizia” in questione è l’ipotetica candidatura del primo sindaco della città di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, eletto con grande successo di consensi appena lo scorso mese di giugno, nientepocodimenochè alla carica di presidente della Regione Calabria. Non solo: c’è pure l’impalcatura del cartello elettorale a supporto della “notizia”, ed è l’alleanza tra il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle, formazioni politiche rispetto alle quali Stasi è estraneo. Un’alleanza forse sì, auspicata, da alcuni settori del Pd ed altri del movimento grillino, ma pure dall’alto tasso d’improbabilità considerato il nefasto risultato proprio di quest’alleanza nelle recentissime elezioni regionali dell’Umbria. E a dispetto della stessa alleanza che sostiene il governo nazionale presieduto da Giuseppe Conte.

 

Che il Pd e il M5S calabresi stiano vivendo giorni di fortissimo affanno proprio per la scelta del candidato governatore (del centrodestra si può dire idem con patate) è un dato di fatto innegabile. Oggi, poi, la cronaca politica registra il “no” (…definitivo?) dell’imprenditore Pippo Callipo per l’importante candidatura proprio a suggello della futuribile remota alleanza Pd-M5S. Che può darsi ci vadano ognuno per conto proprio alle elezioni che dovrebbero tenersi nell’ipotetica data del 26 gennaio prossimo. Il Pd deve poi ancora fare i conti e in modo definitivo col recalcitrante governatore uscente Mario Oliverio, il quale non ci sta che il suo partito l’abbia scaricato senza complimenti e senz’alcuna contropartita, e in quest’ultimo caso sarebbe pronto a mettersi elettoralmente di traverso riproponendosi con una cartello di liste proprie che sta sventolando oramai da qualche mese. Il M5S potrebbe andar da solo - e in questo caso c’è lo scannatoio del “chi come presidente” ove da settimane alcuni aspiranti si stanno letteralmente ammazzando sui giornali - o potrebbe addirittura non partecipare. Sì: proprio come nelle prime elezioni comunali di Corigliano-Rossano e a quelle di pochi giorni or sono in quel di Cassano Jonio, per tornare alle nostre più strette latitudini.

 

Il sindaco Stasi in un momento della sua campagna elettorale

 

Ed è qui che si scatenano le fantasie politiche più recondite, partorite addirittura da un giornale locale. Che immagina per sua stessa definizione «proposte indecenti» all’indirizzo del sindaco Flavio Stasi finalizzate a persuaderlo di candidarsi a presidente della Regione Calabria, «perché ritrovarsi a concorrere per il ruolo di presidente di una regione è uno “schiribizzo” che frulla nella testa d’ogni essere umano che ha votato la sua vita alla politica». E qui le parole superano persino le pur ammesse “fantasie”, perché finora noi abbiamo conosciuto solo bambini che da grandi vogliono fare i piloti e i calciatori, ma non abbiamo mai sentito nessuno dire che vuol fare il presidente della Regione Calabria, magari pensando ai faccioni di Giuseppe Chiaravalloti e di Agazio Loiero prim’ancora che di Mario Oliverio. 

 

Noialtri, che non viviamo mica su Marte e che il mondo non l’abbiamo scoperto stamattina, non immaginiamo, ma pensiamo che il sindaco Stasi non lo sia adesso così come non lo resterà certamente indifferente di fronte alle imminenti elezioni regionali. E non immaginiamo, ma pensiamo che dirà o farà la propria nei modi che riterrà i più opportuni. Non immaginando, ma pensando che dovrà farlo e che certamente lo farà nel rispetto del ruolo istituzionale affidatogli a furor del suo popolo concittadino