Eccoci davanti all’ennesimo foglio elettronico. Questa volta vogliamo riempirlo per farvi giungere i nostri auguri di Natale e per l’anno 2014 alle porte. Questi auguri abbiamo deciso di farli a Voi come a noi, care lettrici e cari lettori, parlando del nostro giornale, di Voi e noi insieme.

La nostra avventura editoriale è cominciata due anni e mezzo fa. Dal 18 giugno 2011 sono successe tante cose, noi ve le abbiamo raccontate e Voi spesso avete completato le notizie attraverso commenti nei quali avete espresso le Vostre riflessioni. Da quel giorno tante altre cose - al contrario - non sono successe.

Ci riferiamo a quelle cose positive che speriamo possano darci l’opportunità, una volta tanto, tante volte tanto, di darVi una “buona nuova” ed esprimere vivi complimenti a qualcuno, si tratti d’un operaio, d’un professionista o d’un politico.

Al di là dei buoni propositi di ognuno - Voi e noi compresi - il problema dell’oggi è che stragran parte di Voi, noi compresi, siamo consci d’essere materialmente poveri, molto più di quanto lo eravamo all’inizio di questo 2013 che volge al suo termine. Tuttavia, mentre ad esempio il mercato dell’auto in Italia è in crisi comatosa da tempo, lungo la nostra Statale 106, per le strade e persino sui marciapiedi del nostro comprensorio si vedono invece migliaia di nuove, fiammanti e lussuose berline e migliaia di mostruosi Suv, autovetture costosissime quanto a prezzi, tasse e consumi. Ciò vuol dire che le migliaia di proprietari non se la passano poi così male, a differenza di quanto con bugiarda evidenza dicono e di quanto vanno a dichiarare al fisco. Spesso a fronte di nessun lavoro di tipo imprenditoriale o altamente manageriale. Spesso a fronte di nessun lavoro, se non l’impegno quotidiano dell’aperitivo di pranzo e cena nei bar di grido delle città che “contano” in questa benedetta-maledetta terra della Sibaritide.

Noi siamo poveri però, e lo siamo davvero. Interpretando, crediamo, pure il Vostro pensiero, diciamo che non abbiamo nessuna ambizione di diventare ricchi, o strafottenti, o socialmente e politicamente dispotici. I nostri auguri, sinceri, vanno pure a coloro che spesso si scagliano verbalmente contro noialtri. Perché la nostra colpa, care lettrici e cari lettori, è quella di mettere nero su bianco le cose che Voi e noi tutti pensiamo, salvo poi mantenere ognuno ipocritamente saldo ogni tipo di rapporto sociale e politico. E’ il tratto distintivo tra il nostro modo di fare giornalismo locale e quello cui eravamo abituati prima dell’apertura del nostro giornale. E’ il tratto distintivo d’un giornalismo locale che scrive i fatti e tratta le questioni fuori dai denti. Difendendo coi denti e con le unghie, mai molate o smaltate, l’informazione intesa tanto come professione quanto come missione.

A Voi, a noi, agli altri, tanti cari auguri.

Il Direttore