Poco più di mille elettori a fronte dei già scarsi tremila elettori veri registrati alle ultime vere elezioni, le Comunali di sei mesi fa. E’ questa l’“ampia partecipazione” coriglianese alle primarie del PD che hanno visto eletto Matteo Renzi segretario nazionale del partito.

I risultati, poi, hanno visto tributare 502 voti a Giuseppe “Pippo” Civati, trionfatore a Corigliano Calabro, sostenuto da un’eterogeneo gruppo di auto-rinnovatori (!!!) i cui azionisti di maggioranza rispondono ai nomi di Pino Le Fosse e Giovanni Battista Genova. Responsabili, come, quanto e forse più d’altri, della trasformazione d’una “vittoria in tasca” - quella delle ultime Comunali, per intenderci – nella loro Caporetto, a vantaggio della destra dopo lo scioglimento del Comune per mafia causato dalla destra stessa.

Le Fosse: l’autocandidato sindaco proclamatosi tale a mezzo d’una autointervista che quel giorno di non molti mesi fa issava come un trofeo di guerra. L’autocandidato che non cedeva d’un millimetro per favorire eventuali candidature innovative per davvero.

L’autocandidato dalla tanta bramosia di fare il candidato sindaco che alla fine non s’è neppure candidato a fare il consigliere comunale. Il cui ruolo, evidentemente, non poteva che andar stretto al suo cursus honorum, sic!

Genova: già sindaco transfugo per diventare senatore mancato (!!!), puparo di tante partite elettorali e della disintegrazione della sinistra coriglianese proprio alla vigilia delle ultime Comunali.                      

Al neosegretario Matteo Renzi gli elettori delle Primarie coriglianesi hanno tributato 317 consensi. Nel comitato locale del neosegretario tanti volti nuovi e giovani della politica: peccato per loro e per Renzi se in provincia di Cosenza i posti migliori sul carro dello scontato vincitore erano quelli di carcasse da rottamare come Sandro Principe, Franco Laratta, Ernesto Magorno. 

In coda Gianni Cuperlo, con 217 consensi, sostenuto tanto a livello nazionale quanto a livello locale da un ormai ossidato apparato (nella nostra provincia Nicola Adamo e Mario Oliverio). E qui è doveroso concedere il vero onore delle armi all’ex consigliere regionale Franco Pacenza, evidentemente non incline a trasformismi interni.

Corigliano Calabro, il più grosso comune della Provincia di Cosenza, proprio a dispetto di ciò, continua a sottolineare e a rimarcare l’assoluta irrilevanza del PD locale nelle dinamiche congressuali del partito e nella vita politica provinciale, regionale e nazionale. Nessun delegato coriglianese siederà infatti nella pur pletorica assemblea nazionale del Pd.

Ma quanto vogliamo scommettere che ora qualcheduno, proprio perché ha vinto “con Civati”, comincerà a scaldare i muscoli e a fare footing per rincorrere inipotizzabili prossime candidature?


Foto: da sinistra, Giovanni Battista Genova e Pino Le Fosse