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Categoria: Editoriali
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Vediamo ora a che serve la stampa. Meglio: vediamo a cosa serve una stampa attenta ed attentamente critica.

«Un difficile contesto di sfiducia e scoraggiamento per il PD, aggravato a Corigliano dall’ancora bruciante esito elettorale».

E poi: «Un partito che si liberi dai tanti errori a cui ormai una superata classe dirigente sistematicamente lo costringe e per il quale il Paese e i cittadini stanno pagando un prezzo altissimo. Un PD vitale e fresco non impegnato più sulle diatribe interne ma aperto ai problemi dei territori e dei cittadini, capace di ascoltare la società, gli elettori, capace di dotarsi di strumenti organizzativi, partecipativi, capace di dare un nuovo significato alla militanza, di riconquistare quella rendita morale di cui godeva presso quella parte dell’opinione pubblica che riponeva in questo partito aspettative e speranze».

Infine: «Riprendere la via della buona politica capace di farci riscattare dagli errori che hanno contribuito a portare la nostra città a questi anni bui e difficili».

Inequivocabilmente grazie ad AltrePagine ambienti del Partito Democratico, segnatamente il “Comitato Civati”, effettuano una virata auto-critica rispetto al percorso dei suoi precedenti comunicati colmi di luogo-comunismo (dai tanti luoghi e dallo scarso comunismo).

Siamo contenti per loro.

Purtuttavia tali ambienti potrebbero fare a meno di presentarsi con la sigla d’un comitato che porta il nome d’uno dei candidati alla segreteria nazionale.

Già, ma se dai loro comunicati facessero sapere che nei piani alti di tali ambienti bazzicano ad esempio Giovanni Battista Genova e Pino Le Fosse le succitate asserzioni avrebbero una credibilità pari a zero...