«Il cretino di sinistra ha una spiccata tendenza verso tutto ciò che è difficile. Crede che la difficoltà sia profondità», lo scriveva qualche lustro fa il nostro contemporaneo Leonardo Sciascia.

Il cretino di sinistra, di centrosinistra, o del PD, è più devastante di quello di destra.

Già, perché mentre quest’ultimo, spesso privo di argomenti s’affida infine alla ragione della forza, quello di sinistra, che crede di averne di argomenti, punta alla supposta forza della ragione con il risultato che la stupidità di destra  si risolve con l’esaurirsi dell’azione mentre quella di sinistra agisce nei tempi lunghi, si infiltra nei pensieri e riemerge sotto forma di arcigne e inderogabili idee ricevute o di luoghi comuni.

E’ ciò che poteva accadere in questi giorni sul blog Coriglianocalabro.it, a seguito della pubblicazione d’un nostro editoriale che metteva alla berlina i luoghi comuni apparsi sullo stesso blog qualche giorno addietro a firma d’un giovane del PD.

Una replica nervosa, scomposta, fuori luogo, priva d’argomenti e colma di luoghi comuni poteva scatenare, da parte dei lettori, soltanto ilarità nei confronti di chi l’ha scritta.

Così com’è stato.

Ma il replicante ed anonimo “comitato Renzi” del PD crede davvero che chi fa politica sia portatore, magari esclusivo, d’impegno sociale, di verità e bla bla bla?

«E’ la stampa, bellezza», esclamò Humprey Bogart in uno dei più bei film della storia del cinema, quell'Ultima Minaccia di Richard Brooks che v’invitiamo a rivedere o a vedere se non l’avete visto...