Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia. Il resto è propaganda. (Horacio Verbitsky).

«Lo ricordiamo a noi stessi» come direbbe un avvocato qualsiasi dinanzi al giudice ed ai suoi colleghi.

Già, perché negli ultimi giorni, scorrendo la home page del blog Coriglianocalabro.it ci siamo imbattuti in un articolo di Salvatore Pagnotta, non un giovane giornalista bensì un giovane politicante il quale vaneggiava intorno all’argomento «Perché Civati».

 

Il belloccio parlamentar-televisivo Pippo Civati, con un nome di battesimo che al femminile darebbe efficace senso figurato allo scritto del giovane politicante coriglianese. 

Il quale s’esercitava nella propaganda al proprio idolo del momento, Civati appunto, attraverso una serie di asserzioni slogan più da rotoloni Regina (che non finiscono mai…purtroppo) che da famigliola felice del Mulino Bianco.

Pagnotta pare sia un rappresentante la leva politica della classe 1984 o giù di lì, insomma un trentenne d’un partito, quello democratico, quel PD dalla cronica emorragia di consensi tanto alle elezioni finte (primarie e idiozie simili tanto decantate dalle loro parti) quanto a quelle vere, anzi a queste molto di più. A Corigliano Calabro poi non ne parliamo: sulle politiche dello scorso febbraio e sulle comunali dello scorso giugno v’è da stendere un velo più che pietoso.   

Vediamo ora, invece. 

Domenica scorsa i democratici coriglianesi hanno tenuto le “primarie delle primarie”, una sorta di primaria orgia per decidere chi buttare fuori tra Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella, perché per la corsa alla conquista della segreteria nazionale del PD il prossimo 8 dicembre potranno gareggiare soltanto in tre.

Ebbene: ci informa su Facebook (pure la politica vi si è trasferita ormai) un’altra giovane dirigente del PD locale, Valeria Capalbo, che al voto hanno partecipato in 144 gatti, più 3. Col resto? No, senza, il resto è propaganda...