Da due anni in qua AltrePagine è l’unica voce ufficiale fuori dal coro della protesta contro la soppressione del Tribunale di Rossano e della locale Procura della Repubblica. 

Al contempo ve ne sono numerose altre, ufficiose, pure tra gli avvocati dell’esautorato foro giudiziario locale.

Un tribunalino fuori dai parametri fissati e posti alla base della riforma delle circoscrizioni giudiziarie dal Ministero della Giustizia, tanto sotto la guida politica dell’ex Guardasigilli Angelino Alfano (Governo PdL-Lega Nord) quanto con Paola Severino (Governo tecnico), quanto ancora, da ultimo, con Annamaria Cancellieri (Governo PdL-PD-Scelta Civica).

Il resto, da due anni in qua, soprattutto nell’ultimo e fino ad oggi, sono tonnellate e tonnellate di parole troppo spesso a vanvera da parte d’una politica di bassissimo livello.

E' infatti accaduto che, per esclusivo populismo elettoralisticoi rappresentanti di tutti i partiti (davvero tutti, nessuno escluso) hanno cavalcato l’onda del “No”.

Il “No” ad una soppressione del Tribunale di Rossano già avvenuta da un anno e ad opera degli stessi partiti che contemporaneamente hanno “protestato”, attraverso l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 155/2012 che dal prossimo 13 settembre esplicherà la sua piena efficacia operativa.

Col trasloco, differito di due anni per una decisione "politica" presa dal Ministro Cancellieri e tradotto in Decreto Ministeriale proprio questo pomeriggio relativamente ai soli procedimenti pendenti, dall’ex Palazzo di Giustizia di Rossano alla nuova grande struttura che darà vita al nuovo Tribunale di Castrovillari, per bacino d’utenza il più grande del Mezzogiorno d'Italia dopo quello di Napoli.

I procedimenti civili di nuova iscrizione e i processi penali che scaturiranno a partire dal 14 settembre prossimo vedranno invece giudici, cancellieri, avvocati, periti, testi ed ogni altro attore della giustizia impegnati in una struttura imponentemente moderna, attrezzata, informatizzata e dotata di quell’organico finalizzato a rendere efficiente, a queste latitudini, la giustizia civile e quella penale.

E’ stata romanticamente comprensibile la protesta del comitato per la conservazione dell’ex Tribunale di Rossano, composto perlopiù da una minoranza degli avvocati dello stesso esautorato foro.

Lo scriviamo senza alcuna ironia e col massimo rispetto umano, in particolare verso i due manifestanti da giorni in sciopero della fame per una mera localistica conservazione sotto tutti gli aspetti. 

Molto meno comprensibile la calorosa accoglienza che lo stesso comitato per la conservazione ha riservato a qualunque politicante che, da due anni in qua, sia andato a prenderli per il sedere.

L’elenco è lunghissimo e ci scusino sin d’ora quanti certamente dimenticheremo.

Vi figura nientepocodimenoche l’attuale Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, il PdL Angelino Alfano (proprio lui, si veda sopra!), il quale, lo scorso febbraio, proprio sulla promessa di conservazione dell’ex Tribunale di Rossano venne a sostenere (sic!) la candidatura per la conferma parlamentare (ari-sic!) del collega di partito locale Giovanni Dima, quello stesso Dima ripescato dalla trombatura dal capo del PdL calabro e al contempo Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti il quale l’ha poi nominato Sottosegretario alla sua stessa Presidenza. Attivandosi pure lui per la conservazione del tribunalino persino attraverso un ricorso legale alla Corte Costituzionale pagato coi soldi dei calabresi (e, ovviamente, perso) per dare soddisfazione al giureconsulto populismo del Consigliere regionale PdL Giuseppe Caputo da Rossano il quale l’aveva perorato.

Vi figurano il cosentino Senatore PdL Antonio Gentile ed il Presidente della Provincia di Cosenza, il PD Mario Oliverio malcelato aspirante successore di Scopelliti alla Regione.

Vi figura la pasionaria antiberlusconiana parlamentare toscana Rosy Bindi, candidata capolista PD in Calabria, la quale ovviamente non ha mancato di far tappa elettorale all’ex Tribunale di Rossano, ed i suoi colleghi di partito Enza Bruno Bossio ed Ernesto Magorno, da Cosenza e Diamante a caccia di applausi e futuri consensi nella Sibaritide.

Tra comizi, conferenze stampa ed interessamenti vari, tutti, all’unisono, per risultare facilmente convincenti (sin troppo facilmente!) hanno intonato lo stesso refrain: re-istituire con apposito decreto il soppresso Tribunale di Rossano perché insiste su un territorio a forte radicamento di criminalità organizzata, qui leggasi ‘ndrangheta.

Su quest’ultima asserzione come poter non essere d’accordo?

Purtuttavia, considerando come le procure ordinarie non abbiano alcuna competenza sui reati associativi di tipo mafioso, appannaggio invero delle procure distrettuali antimafia, perché non s’è rilanciato in avanguardia anziché rimanere arroccati su una conservatrice retroguardia che s'è risolta in una causa persa poiché sostenuta da una balla?

Come?

Richiedendo al Ministro della Giustizia di rafforzare l’organico dei magistrati presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

Si consideri, infatti, che da anni la Procura Distrettuale Antimafia riesce a disporre d’un solo magistrato inquirente, arcinoto alle cronache, al fine di perseguire le organizzazioni di ‘ndrangheta attive ed operanti nella provincia territorialmente più estesa d’Italia, Cosenza.

Con organizzazioni di ‘ndrangheta tra esse omogenee e collegate, come dimostrano le decine d’inchieste degli ultimi anni.

Con un magistrato costretto a condurle in solitudine quelle inchieste. Mesi e mesi, a volte anni, d’un lavoro articolatissimo e delicatissimo prima di poter giungere finalmente alla richiesta ed all’ottenimento di misure cautelari.

Al contempo è quello stesso magistrato che, indossando la toga, deve ovviamente incarnare la pubblica accusa nei dibattimenti dei maxiprocessi originati da quelle inchieste.

Attualmente quell’unico magistrato ha in corso una decina di maxiprocessi nei tribunali di Cosenza, Castrovillari e Paola.

C’è da interrogarsi allora. Retoricamente. 

Perché, a queste latitudini, vale la conservazione delle tante inefficienze ma non vale un’efficiente azione di lotta ‘ndrangheta?

Alle vergognose classi dirigenti (non solo politiche) locali questo fa paura?


Foto: in alto l'ex Tribunale di Rossano, al centro il nuovo Tribunale di Castrovillari durante i lavori di costruzione, in basso il Presidente della Regione Scopelliti parla ai manifestanti di Rossano