Ecco come il primo cittadino ha acceso la procedura di revoca dell’appalto da 24 milioni di euro 

 

 

Nella Roma degli anni Novanta qualsiasi studente universitario incline alla cultura libertaria trascorreva gran belle serate in quel grande live club di Via Lamarmora, a pochi metri da Piazza Vittorio Emanuele II, che era “Il circolo degli artisti”. Nell’odierna Corigliano-Rossano furoreggia invece il circo d’un artista animato da onniscienti passioni civili, politiche ed amministrative, che solo per i suoi tanti anni d’artistico impegno le elezioni comunali avrebbero dovuto premiarlo, assegnandogli almeno uno dei 24 seggi del Consiglio comunale che gli sarebbe stato comunque stretto avendo, lo stesso “maestro”, smanie da sindaco. Come pure da “cattedratico” di giornalismo, con risultati artisticamente assai scarsi tanto in termini politico-elettorali quanto nel resto dell’“accademia”.

In questi giorni il nostro è tutt’indaffarato sull’accesa procedura di risoluzione del contratto d’appalto da 24 milioni d’euro per la manutenzione della rete elettrica e d’illuminazione pubblica comunale nella parte di territorio cittadino che fu l’ex Comune di Corigliano Calabro. Il nostro riprende le recentissime balle messe in fila nero su bianco dall’ultimo sindaco dell’ex Comune di Rossano Stefano Mascaro. «Sulla procedura di revoca dell’appalto per la manutenzione della rete elettrica pubblica il sindaco Stasi non ha toccato palla», aveva scritto Mascaro da improbabile appassionato del giuoco del calcio applicato alla politica amministrativa della nuova città di Corigliano-Rossano. Mascaro aveva detto la sua (e nessuno gliel’aveva domandata), mistificando, raccontando balle, o “palle” per tornare a bomba sulla sua improbabile passione per il giuoco del calcio applicato alla politica amministrativa della città. «La notizia ha subito distorsioni dalla verità ed ha avuto commenti del tutto impropri», ha sostenuto Mascaro al fine “precisare” che «Quel contratto risale al 2017, a prima della fusione, ed era stato stipulato dall’allora Comune di Corigliano a seguito di gara indetta dal medesimo ente». Considerato che quella clamorosa notizia era stata data proprio dalla nostra testata giornalistica, a noi pare d’avere scritto esattamente che la stipula di quel contratto d’appalto risale all’anno 2017, a seguito della gara d’appalto che era stata precedentemente bandita dall’amministrazione dell’ultimo sindaco coriglianese Giuseppe Geraci. L’ex primo cittadino rossanese però, in modo assai singolare, “precisa” con estrema imprecisione quando egli afferma - «Per amore di verità» dice! - che in merito alla procedura di revoca dell’appalto dell’ex Comune di Corigliano «Le prime verifiche interne sono state avviate nel periodo della gestione commissariale, allorquando il dirigente responsabile richiese un parere legale ad un professionista esterno e poi ha avviato la procedura d’annullamento con proprio atto».

 

Il dirigente comunale Francesco Amica

 

Ma adesso vediamo se il sindaco Flavio Stasi la palla l’ha toccata, oppure no. Già, perché lo scorso 15 settembre era stato lo stesso primo cittadino, con una propria lettera indirizzata non solo al dirigente del caso Francesco Amica, ma pure al dirigente responsabile del Servizio Gare e contratti, a sollecitare l’accensione della procedura di risoluzione di quel contratto d’appalto da 24 milioni d’euro attraverso una presa d’atto del severissimo parere espresso dallo studio legale Zicaro di Cosenza circa la valutazione e la verifica delle procedure di gara e dello stesso contratto. Il parere legale era stato infatti trasmesso il 22 agosto, e proprio al sindaco Stasi. Il quale, in quella sua missiva, ricordava ai due dirigenti comunali come la questione fosse stata da lui stesso «Già sottoposta informalmente agli stessi dirigenti nel momento in cui erano state effettivamente rilevate molte criticità nel servizio sul territorio, anche a seguito di numerose segnalazioni dei cittadini». La lettera del 15 settembre a firma del sindaco Stasi e indirizzata ai due dirigenti si concludeva così: «Lo scrivente invita gli uffici in indirizzo a prendere atto del parere legale in oggetto e ad intraprendere, con la massima urgenza, ogni opportuna iniziativa col fine di salvaguardare gli interessi dell’Ente e ripristinare eventuali situazioni di illegittimità, ponendo in essere altresì tutte le attività preparatorie necessarie per garantire la continuità del servizio».

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