Per loro stessa ammissione nelle telefonate intercettate nel corso degli ultimi venti giorni dai carabinieri, su ordine della locale Procura, volevano mettere «a ferro e a fuoco Castrovillari». E ci sono riusciti. Ma è durato poco, grazie al lavoro dei detective dell’Arma dei carabinieri e della magistratura del Pollino. Incendi e danneggiamenti, dunque, con l’obiettivo, anch’esso palesemente dichiarato, d’estorcere denaro alle vittime. Imprenditori e commercianti, naturalmente. Così, cinque persone sono state fermate nella popolosa frazione di Lauropoli, a Cassano Jonio, a conclusione delle indagini partite dopo ripetute azioni incendiarie registratesi a Castrovillari proprio nelle ultime settimane. Le indagini sono state coordinate dal procuratore capo della città del Pollino Eugenio Facciolla e dal proprio sostituto Simona Manera.

E si basano su intercettazioni telefoniche ed ambientali, e videoriprese degl’impianti di sorveglianza degli esercizi commerciali presi di mira. In manette e in carcere sono finiti Cosimo Abbruzzese di 28 anni, Francesco Abbruzzese di 23, Salvatore Lione di 23, Fabiano Falcone di 26 e Francesco Cavaliere di 34, tutti di Lauropoli di Cassano Jonio gravitanti nella locale comunità degli “zingari” e volti già noti negli ambienti investigativi. I cinque - fermati all’alba di oggi da un esercito di carabinieri della Compagnia di Castrovillari agli ordini del maggiore Giovanni Caruso coadiuvati da militari del Comando provinciale di Cosenza e dello Squadrone eliportato “Cacciatori Calabria” di Vibo Valentia - organizzavano le intimidazioni ignari d’avere pure una microspia su una delle auto che utilizzavano. Con gl’investigatori che registravano tutto “in presa diretta”. Gli ultimi due attentati sono proprio di stanotte, uno dei quali consumato a colpi di pistola calibro 7,65 contro i locali dell’“Hollywood cafè”, ubicato a pochi passi dal Tribunale e dalla Procura, e dalla caserma della Guardia di finanza.

 

Contro l’“Hollywood cafè” proprio questa notte hanno esploso dei colpi di pistola

 

Il gruppo aveva allargato i propri interessi criminali da Cassano Jonio a Castrovillari e pensava di muoversi indisturbato adoperando autovetture prese a noleggio da una concessionaria d’auto entrata anch’essa nel loro mirino criminale, la “Antes”, i cui titolari erano rimasti vittime, lo scorso 8 ottobre, del tremendo incendio in cui erano andate a fuoco una decina d’autovetture. Ovviamente i noleggi delle auto non venivano pagati.

 

 

Una quindicina in tutto gli episodi delittuosi contestati dai magistrati inquirenti nel loro decreto di fermo, tra cui proprio quell’imponente incendio all’autosalone. I cinque fermati sono accusati, a vario titolo, d’estorsione in concorso, tentata estorsione e danneggiamenti a seguito d’incendi in concorso.

 

 

Per illustrare il risultato di quella che è stata battezzata “Operazione Nerone” stamane all’interno della caserma sede della Compagnia dei carabinieri di Castrovillari hanno tenuto una conferenza stampa il procuratore Facciolla ed il pubblico ministero Manera unitamente al maggiore Caruso.

 

La conferenza stampa di stamane presieduta dal procuratore Facciolla

 

Nello specifico, è stato reso noto che nel corso delle indagini sono stati raccolti elementi che dimostrerebbero la responsabilità dei fermati in ordine a un episodio d’estorsione ed altre tentate estorsioni nei confronti d’alcuni imprenditori di Castrovillari, vittime di violenza o minaccia tramite atti intimidatori come il recapito di bottiglie contenenti liquido infiammabile e proiettili calibro 7.65 lasciati all’ingresso delle rispettive attività commerciali o l’incendio d’autovetture e di locali di proprietà delle stesse vittime. Complessivamente, sono stati accertati almeno quattro episodi di danneggiamento a seguito d’incendio e cinque atti intimidatori mediante l’utilizzo di bottiglie contenenti materiale incendiario e proiettili.

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