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Dopo la scoppola in Umbria per l’alleanza Pd-M5S forse non ci sarà una “seconda volta”

 

 

Il cosiddetto capo politico è oramai un pugile suonato, soprattutto agli affusolati ritmi dell’Umbria Jazz. E all’Umbria potrebbero seguire altri ritmi - ma stavolta decisamente pop-rock - in Emilia Romagna e in Calabria. Perciò, signori qui bisogna cambiare musica. E forse pure i musicanti. In Calabria il dilemma di queste ore più che di questi giorni è se si voterà a gennaio insieme all’Emilia oppure se il governatore Mario Oliverio stia proprio per firmare il decreto elettorale per andare al voto il 15 dicembre nell’estremo tentativo di strappare la ricandidatura ad un Partito democratico che non lo vuole più (a maggior ragione i 5 stelle...) in considerazione d’una campagna elettorale che - così fosse - comincerebbe proprio un secondo dopo la firma di quel decreto. E in questo caso la Calabria potrebbe diventare il prossimo terreno di scontro politico-mediatico nazionale, proprio com’è toccato all’Umbria andata a tamburo battente al Centrodestra di Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi.

Il capetto Luigi Di Maio già qualche input l’ha dato, in queste ore. «Noi siamo diversi da loro, se la gente non ci percepisce così siamo finiti». E allora non si va più assieme al Pd, almeno non alle elezioni a dispetto dell’alleanza di governo nazionale. Giggino vuole confrontarsi con la foltissima rappresentanza dei 17 parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle, ed ha già convocato un vertice. Un summit urgente: è in programma proprio per domani, infatti.

 

Luigi Di Maio


Tutti a rapporto dal capetto, insomma, per decidere il da farsi. Per prima cosa: che fare col Pd? Probabile che Di Maio si presenterà con una relazione politica da cui uscirà il verbo del “capetto”: in Calabria si va da soli. Secondo: chi mettere in campo come candidato governatore? Si punterà su un parlamentare, magari derogando allo statuto? Oppure su un volto civico dall’anima “grillina”? E che fine faranno i nomi fino a ieri sul piatto delle trattative in atto col Pd, Pippo Callipo e Giuseppe Gualtieri per intenderci? Ma è davvero preclusa la possibilità di riproporre l’alleanza di governo Pd-M5S sconquassata dal voto degli umbri? Il M5S è in tempo per tornare indietro? Che staranno pensando intorno a queste domande Elisa Scutellà, Francesco Forciniti, Francesco Sapia e Rosa Silvana Abate (da sinistra verso destra nella foto d’apertura), i ben quattro parlamentari espressione della grande città di Corigliano-Rossano e dell’ancor più grande comprensorio della Sibaritide, domani chiamati assime agli altri loro 13 colleghi calabresi a rapporto dal capetto?