Quando si parla del Partito democratico, a Corigliano-Rossano, è consigliabile farsi prima il segno della croce. Soltanto qualche centinaio d’iscritti, o meglio “tessere”, perlopiù sulla carta, di gente che spesso e volentieri alle elezioni neppure lo fa il segno di croce sul simbolo raffigurato sopra quel cimelio che distrattamente hanno conservato nei loro portafogli. Dopo la tremenda batosta elettorale alle comunali di fine maggio che hanno visto eletto il primo sindaco della città, negli ultimi giorni il Pd ha rinnovato gli organismi dirigenti dei quattro circoli cittadini. Quattro distinti appuntamenti per ritrovarsi, quattro gatti per volta e quasi sempre gli stessi gatti, ad eleggere all’unanimità (l’avessero fatto a maggioranza sarebbe stato assai singolare…), ad acclamare insomma, i quattro nuovi segretari di circolo.

Il primo della serie è una conferma, dal momento che lo stesso era il segretario uscente del circolo rossanese. Si tratta di Giuseppe Tagliaferro, politicamente non una vergine tantomeno una volpe. Già sonoramente trombato anni or sono come candidato sindaco di Rossano, è stato uno degli arguti registi della fallimentare “Operazione Promenzio”, nome nient’affatto in codice del candidato sindaco del Pd alle prime comunali di Corigliano-Rossano. Sì: proprio quel Gino Promenzio piazzatosi terzo sui tre candidati a sindaco lo scorso 26 maggio non riuscendo ad agguantare il ballottaggio del successivo 9 giugno. E la conferma di Tagliaferro premia proprio uno di quelli che della politica a Corigliano-Rossano aveva capito tutto e con largo anticipo su tutti. Tagliaferro a parte, che è oramai uomo politico assai navigato e maturo, nel Pd avanzano soprattutto giovani e giovanissimi. Partiamo da questi ultimi.

 

In camicia bianca il neo segretario del circolo Pd dello Scalo coriglianese Gianmarco Manfrinato, al suo fianco Fabio Pellegrino e Carlo Caravetta 

 

Gianmarco Manfrinato ha 26 anni e politicamente è un figlio d’arte, anche se papà Luciano, ex consigliere ed assessore comunale e provinciale, in politica è stato tutt’altro che un Piero della Francesca ed attualmente è sotto processo per un’artistica storia d’autentiche firme false finalizzate a presentare alcune liste alle elezioni comunali coriglianesi del 2013. Alle comunali di maggio il giovanissimo rampollo era candidato tra le fila di Promenzio e ha fatto registrare una sua buona affermazione elettorale (173 preferenze) che non gli è servita a diventare consigliere comunale, ma che gli è tornata utile proprio per farsi acclamare segretario del circolo dello Scalo coriglianese da parte degli scienziati politici di marca Pd e d’indicazione geografica tipica coriglianrossanese. Bene, bravo.

 

La neo segretaria del circolo Pd di Schiavonea Maria Paola Magliarella 

 

E brava pure Maria Paola Magliarella, lei acclamata segretaria del circolo della frazione marina di Schiavonea in virtù dell’inutile buon consenso (202 preferenze) sempre a sostegno di Promenzio. A chiudere la lista v’è Antonio Cimino, un po’ meno giovane di Manfrinato e Magliarella e con una vana performance elettorale pure meno brillante della loro (88 preferenze) in appoggio al fallimento-Promenzio. Dei tre giovani neo segretari di circolo, soltanto Magliarella era candidata nella lista del Pd (Democratici Corigliano-Rossano), perché Manfrinato figurava nella lista civica “Fiori d’arancio” e Antonio Cimino nella civica “La bellezza e le regole”, quindi entrambi alternativi al Pd seppur nella stessa coalizione.

 

Il neo segretario del circolo Pd del centro storico coriglianese Antonio Cimino al centro tra l’ex consigliere comunale coriglianese Gianni Spezzano (a sinistra) ed il confermato segretario del circolo Pd rossanese Giuseppe Tagliaferro (a destra)

 

LA “LISTA NERA”. Alternativi al Pd, ma soprattutto alternativi alla fallimentare coalizione-Promenzio, alle prime elezioni comunali di Corigliano-Rossano v’erano pure altri esponenti dello stesso Pd, i quali hanno inteso di candidarsi nelle liste civiche dell’eletto sindaco Flavio Stasi, qualcuno di essi riuscendo pure a conquistare il seggio in Consiglio comunale. I loro nomi subito dopo le elezioni sono finiti in una “lista nera” redatta dagli esponenti d’un Pd maggioritario (sempre sulla base dei soliti quattro gatti) quanto fallimentare. Proprio agli esponenti della “lista nera” ed ai loro sostenitori, all’indomani delle elezioni comunali, i falliti “maggiorenti” del Pd avrebbero dovuto consegnare le chiavi dei quattro circoli per farsi dettare una linea politica con chance di successo. Invece no: la parola d’ordine è stata quella del “nessun confronto coi traditori”, sì, i traditori di chi continua a seguire la lunga scia della sconfitta. E lungo la scia c’è già segnata la prossima tappa, quella delle imminenti elezioni regionali. Un appuntamento in vista del quale v’è un “Signor Z” cui sembrano già proni i quattro segretari dei circoli e l’aspirante futuro segretario cittadino del Pd, un pellegrino della politica che tra partiti ed associazioni da destra a sinistra di luoghi ne ha girati. Promenzio oramai è soltanto un bel ricordo: il Pd s’è rinnovato, infatti, per inseguire la prossima sconfitta…